Mer. Ott 14th, 2026

Salvatore  PETROTTO (AGRI.SA.T.): «PLAUSO AL PREFETTO CACCAMO PER LA SUA DISPONIBILITÀ. ORA DAL CONFRONTO SI PASSI AI FATTI»

«Il gasolio agricolo deve scendere sotto i 60 centesimi al litro. Servono controlli sui prezzi riconosciuti ai produttori, una moratoria sui debiti e liquidità immediata per salvare le aziende»

AGRIGENTO – Un apprezzamento per la sensibilità istituzionale dimostrata dal prefetto di Agrigento, dott. Salvatore Caccamo, e, al tempo stesso, un appello affinché la crisi dell’agricoltura e della zootecnia siciliana non venga affrontata soltanto attraverso incontri e documenti, ma con provvedimenti urgenti e concreti.

È questa la posizione di Salvatore Petrotto, membro del direttivo provinciale di Agrigento di AGRI.SA.T. (Agricoltura, Salute e Territorio), che interviene dopo la predisposizione del documento unitario sulla crisi del comparto agricolo agrigentino, promosso dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, e rivolto al prefetto Salvatore Caccamo.

«Desidero esprimere il mio apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal prefetto Caccamo, che ha dato disponibilità all’ascolto e al confronto con rappresentanti istituzionali e agricoltori, affrontando una situazione che mette a rischio la sopravvivenza di tante aziende agricole e zootecniche. Per quanto mi risulta, si tratta di un’iniziativa che merita particolare attenzione nel panorama siciliano, perché dimostra quanto sia importante che le istituzioni ascoltino direttamente chi lavora quotidianamente la terra e produce il cibo che arriva sulle nostre tavole».

Petrotto sottolinea, tuttavia, che accanto al confronto istituzionale è necessario riconoscere il lavoro di mobilitazione già avviato da AGRI.SA.T., che nelle scorse settimane ha organizzato, insieme al presidente regionale Franco Calderone, due sit-in di protesta presso lo svincolo di Bolognetta, per richiamare l’attenzione del Governo nazionale e della Regione Siciliana sulle rivendicazioni del mondo agricolo.

«AGRI.SA.T. esiste, è presente sul territorio e si è già mobilitata concretamente. Con Franco Calderone abbiamo portato la protesta a Bolognetta proprio perché riteniamo che non sia più possibile assistere passivamente all’impoverimento degli agricoltori, degli allevatori e delle piccole imprese rurali. Le nostre richieste sono precise e riguardano interventi che non possono essere ulteriormente rinviati».

GASOLIO AGRICOLO: DAL PREZZO ATTUALE A MENO DI 60 CENTESIMI

Uno dei nodi principali è quello del costo del carburante, diventato un macigno per le aziende agricole. Secondo Petrotto, il prezzo del gasolio agricolo, che si aggira attualmente intorno a 1,60 euro al litro, deve essere riportato sotto i 60 centesimi al litro, attraverso misure straordinarie di riduzione dei costi e interventi fiscali adeguati.

«Non possiamo pretendere che un agricoltore produca in condizioni di mercato sempre più difficili, sostenendo costi insostenibili per carburante, concimi, fertilizzanti, irrigazione, mangimi ed energia. Se vogliamo difendere l’agricoltura siciliana, dobbiamo intervenire alla radice del problema, riducendo drasticamente i costi di produzione».

La proposta di AGRI.SA.T. riguarda anche il costo dei carburanti per tutti i cittadini. Petrotto chiede un intervento incisivo sulle accise e sull’IVA, con l’obiettivo di dimezzarne il peso e portare, indicativamente, benzina e gasolio per autotrazione intorno a 1,50 euro al litro.

«Il caro carburanti non colpisce soltanto chi lavora nei campi. Pesa sulle famiglie, sui lavoratori, sugli autotrasportatori e sulle imprese. Ridurre il carico fiscale sui carburanti significa restituire potere d’acquisto ai cittadini e contenere i costi che si ripercuotono sull’intera economia».

GRANO VENDUTO SOTTO COSTO: SERVONO CONTROLLI E TUTELE

Un altro punto centrale riguarda la sproporzione tra i costi sostenuti dagli agricoltori e i prezzi che vengono loro riconosciuti per le produzioni.

«È inaccettabile che un agricoltore sia costretto a vendere il proprio grano a circa 20 centesimi al chilogrammo quando, secondo le stime che raccogliamo dal settore, produrlo costa oltre 35 centesimi. In queste condizioni non si lavora per creare reddito, ma si accumulano perdite. E problemi analoghi vengono denunciati anche per l’olio e per altre produzioni agricole».

Petrotto richiama l’attenzione sul decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, che disciplina le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare e prevede divieti e sanzioni nei casi contemplati dalla normativa.

«Chiediamo che le regole vengano applicate e che siano rafforzati i controlli sulle pratiche commerciali scorrette. Occorre verificare le condizioni contrattuali e i costi di produzione effettivi, tutelando gli agricoltori da rapporti commerciali che scaricano sulle aziende primarie tutto il peso della crisi. Non possiamo chiedere a chi produce di vendere sistematicamente in perdita e poi stupirci se le campagne vengono abbandonate».

La questione, secondo AGRI.SA.T., non riguarda soltanto il grano duro, ma investe l’intera filiera agricola: dall’olivicoltura alla vitivinicoltura, fino alle produzioni zootecniche. Difendere una remunerazione adeguata per chi produce significa anche salvaguardare la qualità delle materie prime, la continuità delle aziende e il futuro delle comunità rurali.

MORATORIA DEI DEBITI E RICAPITALIZZAZIONE DELLE AZIENDE

Per Petrotto, però, non è sufficiente intervenire sui carburanti e sui prezzi di vendita. Molte imprese agricole e zootecniche si trovano già in una grave situazione di difficoltà finanziaria e rischiano di non riuscire a sostenere le spese necessarie per continuare l’attività.

«Chiediamo una moratoria straordinaria che consenta di congelare temporaneamente i debiti delle aziende agricole in difficoltà, attraverso strumenti normativi e finanziari adeguati, evitando che le imprese siano travolte dalle scadenze proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di risorse per ripartire».

Accanto alla moratoria, AGRI.SA.T. propone una vera e propria ricapitalizzazione delle aziende agricole e zootecniche in crisi di liquidità, mediante misure pubbliche straordinarie, finanziamenti agevolati e strumenti capaci di rafforzarne la solidità finanziaria.

«Le aziende hanno bisogno di liquidità immediata, non soltanto di annunci o di contributi che arrivano quando ormai è troppo tardi. Bisogna mettere gli agricoltori e gli allevatori nelle condizioni di acquistare carburante, sementi, concimi, foraggi e mangimi, pagare i lavoratori e programmare le nuove campagne produttive. Senza interventi finanziari tempestivi, tante imprese rischiano di non riuscire a ripartire».

DAL DOCUMENTO UNITARIO A UN TAVOLO OPERATIVO

Il documento unitario del territorio agrigentino affronta una crisi che interessa la cerealicoltura, l’olivicoltura, la vitivinicoltura e la zootecnia, aggravata dall’aumento dei costi, dalla siccità, dagli eventi calamitosi e dai danni provocati dagli incendi nelle aree dei Monti Sicani. Tra le richieste figurano interventi per ridurre i costi produttivi, sostegni alle aziende, semplificazione amministrativa, ristoro dei danni e maggiore tutela delle produzioni locali.

«Il documento rappresenta un passaggio importante e ringrazio le istituzioni che stanno contribuendo a portare queste problematiche all’attenzione delle autorità competenti. Ma adesso è indispensabile che il confronto produca risultati verificabili. Chiediamo che il prefetto Caccamo, nell’ambito delle proprie competenze, favorisca un tavolo operativo con la Regione Siciliana, il Governo nazionale, gli enti locali e le rappresentanze agricole, affinché alle richieste seguano scadenze, risorse e interventi concreti».

Petrotto ribadisce che AGRI.SA.T. intende continuare la propria attività di denuncia e mobilitazione, mantenendo aperto il dialogo con le istituzioni ma senza rinunciare alle rivendicazioni avanzate durante i sit-in di Bolognetta.

«La nostra associazione non nasce per fare passerella, ma per dare voce a chi rischia di perdere il lavoro, i sacrifici di una vita e la propria azienda. Il prefetto ha dimostrato attenzione e sensibilità: ora chiediamo allo Stato e alla Regione Siciliana di fare la loro parte. Non si può parlare di sovranità alimentare e contemporaneamente lasciare gli agricoltori senza margini economici per produrre. Non si può difendere il territorio se chi lo coltiva e lo custodisce viene costretto ad abbandonarlo».

La richiesta conclusiva di AGRI.SA.T. è chiara: riduzione del costo del gasolio agricolo, alleggerimento della fiscalità sui carburanti, controlli sulle pratiche commerciali sleali, moratoria dei debiti e ricapitalizzazione delle aziende in crisi.

«Difendere l’agricoltura e la zootecnia significa difendere il lavoro, l’economia siciliana, il paesaggio e il diritto dei cittadini a un sistema alimentare sostenibile. Il tempo delle attese è finito: servono risposte urgenti e fatti concreti».

Salvatore Petrotto

Membro del direttivo provinciale di Agrigento

AGRI.SA.T. – Agricoltura, Salute e Territorio

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