(testo e foto di Giacomo Palermo su “New York Today“)— Biagio Conte fu un uomo che abbandonò una vita agiata per dedicarsi ai poveri. La sua decisione scaturì da una profonda crisi personale e da un’esperienza eremitica, culminata in un pellegrinaggio ad Assisi.
«La Missione», disse Fratel Biagio, «è nata dalla profonda esperienza di chi ha cominciato a cercare la verità, la vera libertà e la vera pace, distaccandosi dal mondo materialista e consumistico».
«Fratello Biagio Conte è stato un “San Francesco” dei nostri tempi, caritatevole, coraggioso, un pacifista convinto. Ha combattuto apertamente contro la povertà, l’indifferenza, i disastri ambientali, le guerre, la mafia, l’opulenza, la corruzione, l’egoismo e il razzismo in una terra difficile come la Sicilia».
Ha fondato le “Città della Gioia”, centri di accoglienza per i poveri e gli emarginati, dove vengono forniti pasti, alloggio e sostegno morale.
‘Musulmani, atei e indù sanno che in questi luoghi nessuno cercherà di imporre loro un altro Dio’.
Biagio criticò il consumismo e il progresso materialistico, auspicando un ritorno a valori più autentici e al rispetto per la natura.
«Non rispettiamo più il vero significato della vita, perché siamo schiavi del consumismo, del benessere materiale e del progresso, che non è altro che regressione e malessere se continuiamo a viverlo a questo ritmo frenetico».
La sua figura è riconosciuta come simbolo di speranza, soprattutto per i giovani dispersi, i rifugiati e i prigionieri, e continua a essere un punto di riferimento spirituale e sociale.
«La Missione della Speranza e della Carità è il simbolo di un luogo sicuro dove i diseredati e i fragili trovano rifugio e speranza». E così Don Pino Vitrano (il missionario salesiano che condivise con Biagio la nascita della Missione della Speranza e della Carità) dichiara che «ciò che ci spaventa non sono i debiti, ma la burocrazia. Il muro di gomma delle istituzioni che fino ad oggi hanno reso la vita impossibile».
La Missione si trova spesso ad affrontare difficoltà finanziarie, ma continua a fornire servizi essenziali ai più bisognosi, colmando le lacune lasciate dalle istituzioni.
Secondo gli ospiti della Missione, se non vengono nutriti, questa comunità si estinguerà gradualmente e i diseredati finiranno di nuovo per strada.
Sottolineano l’importanza del sostegno dei cittadini e della società civile, evidenziando come le donazioni e il volontariato siano cruciali per la sopravvivenza di questa singolare comunità missionaria nell’area del Mediterraneo.
«I cittadini ci aiutano», dice Don Pino, «ma la burocrazia ci ostacola».
Il 16 gennaio 2014 è stato annunciato che Biagio Conte, costretto su una sedia a rotelle da anni a causa di alcune vertebre fratturate, aveva ripreso a camminare l’estate precedente dopo un’immersione nelle acque di Lourdes, un evento per il quale gli stessi medici “non sono stati in grado di fornire una plausibile spiegazione scientifica”.
Il 12 gennaio 2023, a causa di una grave forma di cancro al colon contro cui combatteva da tempo, si spense a Palermo all’età di 59 anni. Il giorno precedente, nonostante le gravi condizioni di salute, aveva insistito per partecipare alla Messa, durante la quale fu portato in barella per ricevere l’Eucaristia. Il missionario fu sepolto nella Cittadella dei Poveri e della Speranza in Via Decollati a Palermo.
Papa Francesco, l’Angelo degli ultimi nel cuore del Mediterraneo, è riuscito ad accendere una fiamma siciliana d’amore, in una terra che è stata continuamente martoriata per secoli ma dove diverse culture e tradizioni multiculturali resistono e coesistono, che sono le vere anime della ‘Culla della Civiltà’ (Mare Magnum).

