Ven. Ott 30th, 2026

RIGOLETTO AL TEATRO MASSIMO CONVINCE E COINVOLGE

ph © rosellina garbo

(di Gaetano Gaziano)—L’altra sera al Teatro Massimo di Palermo è andato in scena “Rigoletto” per la regia di John Turturro, rispettosa per ambientazione storica, costumi e scene con evidenti contaminazioni cinematografiche che rimandano alla sua precedente esperienza artistica.

Il Duca di Mantova, aristocratico dissoluto, ostenta tutto il maschilismo che la società del tempo gli permetteva “Questa o quella per me pari sono…”, mantenendo un atteggiamento sprezzante verso le donne usate come oggetto.

Rigoletto, la cui possente voce baritonale di Ludovic Tézier avvince emotivamente gli spettatori dall’inizio alla fine, ci ha ricordato uno dei più grandi interpreti del personaggio, Leo Nucci.

Tutti i sentimenti umani dall’amore, all’odio e alla vendetta sono presenti e, con l’eccezionale cast, trascinano lo spettatore all’interno del dramma, grazie alla sublime musica di Verdi e alla esecuzione dell’orchestra del Massimo, diretta con piglio deciso dalla direttrice Gianna Fratta.

L’incalzare delle arie famose “La donna è mobile” “Questa o quella me pari sono”, “Cortigiani di razza dannata”, “Sì vendetta, tremenda vendetta”, “Bella figlia dell’amore”, ecc. tengono avvinto il pubblico dalla prima all’ultima nota fino a decretarne, con i convinti applausi, un meritatissimo successo.

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