(di Gerlando Alonge-Mpa): «Caro Michele, con questo comunicato riteniamo opportuno chiarire alcuni punti in merito alle dichiarazioni che hai rilasciato ieri sera, chiamando in causa la deputazione di centrodestra e, in particolare, il nostro gruppo e l’on. Roberto Di Mauro.
Partiamo da un principio che dovrebbe essere evidente: i deputati vengono eletti dai cittadini dell’intera provincia di Agrigento e non soltanto da quelli del Comune capoluogo. Il loro compito è rappresentare un territorio nella sua interezza, affrontandone le esigenze e le criticità, senza limitare il proprio impegno ai confini di una singola città.
Ci sorprende che proprio tu, dopo aver impostato la tua campagna elettorale sulla delegittimazione dell’avversario e aver sostenuto una narrazione che dipingeva l’attuale deputazione come un gruppo di uomini dediti al malaffare – ricordiamo ancora il vergognoso video diffuso in campagna elettorale dal tuo riferimento politico, Ismaele La Vardera – possa oggi lamentare la mancata disponibilità di quegli stessi rappresentanti istituzionali alle tue richieste. Non si può demonizzare una classe politica durante la campagna elettorale e poi pretendere che si metta a completa disposizione quando se ne ha bisogno.
Ad ogni buon conto, a fronte dei ripetuti richiami alla collaborazione istituzionale, ribaditi anche nel video diffuso ieri e curiosamente registrato durante il question time del Consiglio comunale al quale, ancora una volta, hai scelto di non partecipare, non emerge alcuna iniziativa concreta promossa dall’amministrazione da te guidata. Non una proposta progettuale specifica sottoposta alla deputazione regionale per ottenere finanziamenti o sostegni, non una richiesta formale di incontro istituzionale finalizzata alla definizione di una strategia condivisa per la città, non un’iniziativa parlamentare promossa dal gruppo politico cui appartieni. Nulla.
Eppure proprio quei progetti che oggi invochi come necessari per Agrigento sono gli stessi che, quando vengono finanziati in altri territori, il tuo principale riferimento politico è solito liquidare con l’etichetta di «mancette». Una contraddizione evidente, che rende difficile comprendere quale sia realmente la vostra idea di sviluppo e di rapporto tra istituzioni, nonché, più in generale, se effettivamente tu vada realmente d’accordo con questa parte politica.
Sorvoliamo, inoltre, sulle cosiddette «letterine a Babbo Natale» indirizzate al Presidente Schifani, con le quali si pretendevano ben 90 milioni di euro per Agrigento: una richiesta che, per dimensioni e modalità, appare più una provocazione che una proposta concretamente inserita in un percorso istituzionale, dato che per l’attribuzione di somme simili ad un singolo Comune non basterebbero 15 finanziarie regionali.
È poi profondamente ingeneroso sostenere che in questi anni non sia stato fatto nulla per la città. Il gruppo MPA, nell’arco degli ultimi anni, ha contribuito a portare ad Agrigento risorse per svariati milioni di euro, destinati alla realizzazione di opere, alla riqualificazione del territorio e al tentativo di risolvere problemi che la città si trascina da troppo tempo. Interventi importanti, a partire dai finanziamenti relativi al rifacimento della rete idrica, passando dalla rigenerazione del centro storico e della frazione di Villaseta, fino ad arrivare a numerosi altri progetti, tra cui la realizzazione del solarium di piazzale Giglia e la rigenerazione di piazza Ravanusella, luogo quest’ultimo che conosci bene e che da area dedita ai traffici criminali si è trasformata in un altro importante punto di aggregazione per i nostri concittadini. Interventi, tutti, i cui risultati potranno essere apprezzati anche nel corso del tuo mandato amministrativo, come accaduto con Naturalmente Agrigento che hai presentato non molto tempo fa.
I fatti, dunque, raccontano una storia ben diversa da quella che provvi a rappresentare. Naturalmente, ogni intervento può essere migliorato e ogni amministrazione può legittimamente chiedere ulteriori risorse, ma questo non autorizza nessuno a cancellare il lavoro svolto né a trasformare ogni confronto istituzionale in un’occasione di scontro politico.
Un sindaco ha il dovere di amministrare, risolvere i problemi dei cittadini e migliorare concretamente le condizioni della propria città. La nostra impressione, invece, è che tu non sia mai realmente dalla campagna elettorale: prima lo scontro uscito con il Consiglio comunale, adesso quello con la deputazione. La ricerca del nemico sembra essere diventata una costante della tua azione politica, altro che rivoluzione “gentile e coraggiosa” per Agrigento.
Eppure Agrigento non ha bisogno di polemiche permanenti, ma di un sindaco che governi, dialoga con le istituzioni e lavori per ottenere risultati. Le risorse si conquistano attraverso il confronto, la capacità di programmazione e la credibilità istituzionale, non attraverso gli attacchi pubblici.
Ci auguriamo, pertanto, che tu possa finalmente archiviare la stagione della campagna elettorale e dedicarti pienamente al mandato che i cittadini ti hanno affidato. Perché, alla fine, a essere giudicati non saranno i nemici che avrai individuato, ma i risultati che sarai riuscito a garantire alla città di Agrigento.

