Domani qualcuno titolerà: «Il Papa difende le radici cristiane dell’Europa». Senza continuare la frase.
Oggi a Metz, nella terra di Schuman, Leone XIV ha detto che dell’Europa non si può parlare senza il cristianesimo che ha insegnato che gli uomini sono uguali senza distinzione di razza, colore, classe.
L’Europa è cresciuta ogni volta che ha incontrato l’altro. Che accogliere una persona significa integrarla come nella propria famiglia.
Ha chiesto anche a chi arriva di entrare nello spirito della casa. È giusto. Ma perché una casa abbia uno spirito, deve avere una porta.
E il criterio con cui saremo giudicati non l’ha scritto il Papa. Sta in Matteo 25, ed è più vecchio di qualunque confine:
«Ero straniero e mi avete accolto.»
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Cristiani nella contemporaneità

