Mar. Gen 13th, 2026

PASCAL SCHEMBRI: “IL MIO RICORDO PERSONALE DI CLAUDIA CARDINALE”

Ieri sera da Parigi ho appreso la triste notizia della scomparsa  della  nostra unica star mondiale di origine siciliana, Claudia Cardinale.

Una donna che nessuno potrà dimenticare, per la sua semplicità, umanità e per le sue interpretazioni molto personali.

Io l’ho  incontrata per la prima volta a Roma in piazza  Navona, negli anni sessanta, accompagnata dal suo marito e regista  Franco Cristaldi.

Portava un abito lungo di merletto color beige. Sembrava una dea, con i suoi capelli lunghi ondulati che le coprivano le sue belle spalle.

Rimasi fisso a guardarla. Poi, prima che entrassero  al ristorante, mi avvicinai per chiederle un autografo e per complimentarmi per le sue interpretazioni personali. Da quella sera son passati tantissimi  anni. La rividi una sera   a Parigi alla terrazza dell’UNESCO  per un evento internazionale.

In seguito ci siamo rivisti più  volte sempre all’Unesco anche in presenza dell’allora  Ambasciatore Maurizio Serra.

Claudia , come voleva che io la chiamassi, ogni volta mi chiedeva di portarle un calice di vino rosso e degli stuzzichini.

Le donai diversi miei libri e dopo averli letti mi fece pervenire  dei complimenti. L’ultima volta l’ho  rivista al teatro Sistina di Roma, dove recitava una commedia che era stata  scritta dal suo ultimo compagno Pasquale Squitieri che, prima di morire, aveva espresso  il desiderio che questa commedia fosse recitata da lei, assieme all’ultima moglie di Squitieri, Ottavia Fusco. In quel ruolo era stata molto brava per la sua comicità. Con la sua dipartita, abbiamo perso  l’ultima grande diva italiana. Queste due foto sono state  scattate all’Unesco.Un ricordo che resterà  sempre dentro di me. Le mie più  sincere condoglianze alla sua figlia Claudia, a suo figlio Patric e a tutti I suoi cari.Una stella che continuerà  a brillare nell’aldilà assieme a tutti i suoi amici dipartiti prima di Lei. Claudia, grazie per averti conosciuta, per le serate passate all’Unesco e  per quella sera al teatro Sistina.

Pascal Schembri

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