Chiuso in tipografia oggi, 27 ottobre 2026, sarà in uscita nei prossimi giorni “L’Italia a mal partito”, di Angelo Di Natale, in stampa per Isonomia Libri.
L’opera è un saggio sulla democrazia, che analizza il pessimo stato di salute, oggi e da alcuni decenni, della democrazia italiana, pervenendo ad una tesi di fondo che rintraccia la radice di questa crisi in un preciso vizio d’origine: la Costituzione in gran parte, per almeno due terzi, inattuata, elusa, sabotata e tradita, mentre il restante terzo in questa stagione politica è sotto attacco, indebolito e continuamente minacciato. Al centro dell’analisi in particolare l’articolo 49 della Carta la cui formulazione, e soprattutto la cui violazione hanno permesso la degenerazione dei partiti politici indicati dai costituenti come strumento dei cittadini ma da tempo divenuti tutt’altro, complice l’omessa prescrizione costituzionale dell’obbligo di democrazia interna.
Il volume non adotta un linguaggio tecnico o accademico, ma si sviluppa come un testo di divulgazione pensato per fornire ai cittadini – attraverso un esame dei fatti improntato ad una struttura logica di “diagnosi – causa – terapia” – strumenti di coscienza critica necessari per guarire il corpo malato della democrazia: una legge ordinaria, preferibilmente sorretta da una modifica costituzionale integrativa dell’art. 49, che ne dia piena attuazione imponendo ai partiti politici doveri precisi e regole dettagliate, innanzitutto di democrazia interna e di trasparenza nella gestione, nella democraticità di ogni procedimento decisionale e nel rapporto associativo con gli iscritti.
Il libro in tutti gli argomenti affrontati muove da dati, fatti e temi attuali o recenti, spiegandoli attraverso la sequenza dei precedenti nel tempo, per salti e focus mirati, fuori da uno schema sistematico di trattazione accademica, in un continuo gioco di rimandi tra presente e passato, tra attualità e storia. In questo modo esso sviluppa un’ampia indagine saggistica che tocca o lambisce gli ultimi 135 anni circa di storia d’Italia: dalla nascita dei primi partiti di massa al fascismo, ai lavori della Costituente, alla forte continuità di gran parte degli apparati del nuovo Stato con il regime del Ventennio, al tardivo impulso democratico nella luce della Carta a lungo sospesa o sabotata, al veloce esaurimento di tale impulso dopo il 1976, anno spartiacque dopo il quale comincia una deriva regressiva, via via che i partiti, da sempre lasciati liberi di fare ciò che vogliano, cominciano a tradire sempre più la funzione costituzionale disegnata dall’art. 49. Il tutto mentre nell’ordinamento sopravvivono, ancora oggi a fine 2026, numerose norme di impronta fascista e palesemente incostituzionali.
Lungo questo percorso vengono portati alla luce fatti, circostanze o retroscena poco o per nulla noti, ed altri sono oggetto di profonda rivisitazione o reinterpretazione critica quali elementi utili a confluire nella tesi di fondo e a fornire strumenti civici e politici ulteriori di comprensione del presente e di rimedio radicale a quella che viene indicata come una malattia grave, un cancro in fase avanzata della democrazia, il quale, se non drasticamente e urgentemente curato, ne comporta la fine.
La “terapia” indicata – una legge sui partiti avente i caratteri accennati – nella parte finale si avvale di un’analisi comparata della realtà politica e legislativa di alcuni paesi europei come Germania, Spagna o Portogallo per metterne in valore i risultati concreti quali esperienze storiche compiute da cui trarre preziose indicazioni.
L’Italia a mal partito – Sinossi
La Costituzione (Art. 49): «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».
La realtà: I partiti hanno in mano ogni potere dello Stato, ma non rispondono di nulla. Oggi sono assimilati ad associazioni private — come una bocciofila o un club ricreativo — senza reali obblighi di democrazia interna, di trasparenza o di rendiconto. Il risultato? Circoli chiusi in mano a cricche autoreferenziali o a singoli “proprietari” inamovibili.
Nasce da questo stridente contrasto “L’Italia a mal partito”, un saggio-denuncia che individua la causa primaria di tutti i mali della Repubblica, ma che indica anche la cura e la via d’uscita dal tunnel.
La democrazia italiana è gravemente ammalata. La terapia esiste, ma i partiti non la vogliono perché lucrano sul male nazionale di cui sono causa e beneficiari. Per questo motivo, la sola medicina efficace è nelle mani dei cittadini.
Come possiamo guarire la nostra democrazia?
Restituendo loro lo strumento principale, l’Art. 49 della Costituzione e imponendo finalmente per legge ai partiti:
- Democrazia interna e trasparenza assoluta nella gestione e nei rendiconti.
- Tutela degli iscritti, garantendo a ciascuno il diritto di accesso, di partecipazione, di proposta e di concorso effettivo nelle decisioni.
- Rispetto delle regole statutarie sulla legittimità, sulla durata e sul rinnovo degli organi, nonché sul procedimento democratico, verificabile e contestabile, di formazione di tutti gli atti.
- Controlli esterni da parte di autorità pubbliche indipendenti sotto l’egida della Corte Costituzionale.
- Sanzioni severe in caso di violazione, fino alla revoca del diritto di partecipare alle elezioni.
La democrazia italiana è a un bivio. Questo libro è una chiamata al risveglio per tutti i cittadini che vogliono riprendersi il futuro del Paese.
➔ Ecco il manuale per scoprire la cura necessaria alla salute dell’Italia.
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Nota biografica dell’autore
Angelo Di Natale*, giornalista, in quasi mezzo secolo di impegno professionale – profuso principalmente per l’Ansa, 23 anni, e la Rai, 16 anni – ha operato in ogni genere di mezzo d’informazione: emittenti radio-tv nazionali e locali, quotidiani e periodici cartacei nazionali e regionali, agenzie di stampa, testate telematiche, network tv e multimedia internazionali.
Filo conduttore di ogni sua esperienza la totale dedizione alla ricerca della verità per illuminare le zone d’ombra del potere.
Generi prediletti l’approfondimento e l’inchiesta, con numerosi reportage e svariati riconoscimenti tra i quali, nel 1993, il “Premio nazionale Cronista dell’anno” consegnato dal presidente della Corte costituzionale alla presenza del capo dello Stato.
Da oltre quindici anni promuove progetti di editoria giornalistica partecipata, anche attraverso gruppi di cittadinanza attiva, per la diffusione di un’immedesimazione consapevole nella res publica e per la ricerca di verità storiche essenziali per la memoria e la coscienza democratica dei valori costituzionali.
Tra le sue opere – divulgate prevalentemente attraverso l’editoria giornalistica – inchieste, approfondimenti, saggi storico-politici soprattutto in tema di democrazia e di libertà di stampa fortemente limitate da tante norme ancora vigenti in contrasto con la Costituzione che – come documentato in tali saggi – anche in questo campo è ampiamente inattuata e tradita.
*L’autore del libro di cui si parla in questo articolo è direttore responsabile di In Sicilia Report: il presente testo è tratto dal comunicato stampa della Direzione editoriale di Isonomia Libri.

