Ven. Mar 13th, 2026

NOTA STAMPA del Movimento Civico “Mani Pulite”—Quanto avvenuto nel corso della conferenza stampa odierna alla presenza di tutta la stampa, segna un punto di rottura definitiva, politica e culturale. Non solo per i contenuti espressi, ma per il metodo utilizzato e per il tentativo esplicito di delegittimare il lavoro giornalistico e l’opposizione civica reale costruita in questi anni ad Agrigento.

Nella domanda posta dal giornalista Elio Di Bella non vi era nulla, né nei contenuti né nella forma, che potesse essere anche lontanamente ricondotto a una domanda “confezionata” dall’editore candidato Giuseppe Di Rosa.

Sostenere il contrario significa offendere l’intelligenza dei cittadini e calpestare la dignità di un giornalista libero, serio e preparato.

Ma il punto politico vero è un altro, ed è molto più grave.

Forse Ismaele La Vardera dimentica – o sceglie scientemente di rimuovere – la propria storia personale e professionale.
Da giornalista ha costruito notorietà e carriera all’interno del sistema mediatico nazionale riconducibile a Silvio Berlusconi, percependo stipendi rilevanti e beneficiando di una rete di relazioni e amicizie giornalistiche che ancora oggi gli garantiscono visibilità nazionale, microfoni sempre accesi e centralità mediatica.

È quindi profondamente ipocrita che chi è cresciuto dentro il sistema mediatico di potere si permetta oggi di impartire lezioni di etica, arrivando a contestare l’esistenza di un giornale locale libero, nato proprio perché quella stessa stampa di potere non raccontava le denunce sul malaffare agrigentino.

Ancora più grave è il contesto politico in cui tutto ciò avviene.

Il candidato sindaco che La Vardera tenta oggi di accreditare come “novità”, Michele Sodano, non è affatto un volto nuovo della politica.

Sodano è stato deputato alla Camera dei Deputati nella XVIII Legislatura (2018–2022) per il Movimento 5 Stelle, eletto nel collegio uninominale di Agrigento. Ha ricoperto ruoli di rilievo a livello nazionale, è stato relatore di maggioranza della Legge di Bilancio 2020 ed è stato componente attivo della V Commissione Bilancio.

Eppure, nonostante questo curriculum istituzionale, sul piano locale il suo bilancio politico è inequivocabile:
alle precedenti elezioni amministrative non è riuscito ad eleggere neppure un consigliere comunale.
Un fallimento politico netto, certificato dalle urne, che dimostra una totale assenza di radicamento reale nella città per la quale crescita non ha mosso un solo dito.

È quindi legittimo – anzi doveroso – porsi una domanda:

oggi quella candidatura nasce davvero per Agrigento o serve piuttosto a sfruttare l’esposizione mediatica di La Vardera, nel tentativo di intercettare e dividere il voto di protesta?

Un voto che, se oggi esiste, esiste esclusivamente grazie a chi per anni ha denunciato senza protezioni, senza scorte, senza apparati e senza riflettori televisivi.

In questi anni, l’unica opposizione vera, costante, documentata e riconoscibile al malgoverno di Agrigento si è chiamata Giuseppe Di Rosa.

Non talk show, non slogan e neppure un lauto stipendio da 15.000€ mensili, ma atti, esposti, denunce e presenza quotidiana.

A Ismaele La Vardera dico con assoluta chiarezza:

“Caro Ismaele, non mi sono mai pentito di ciò che ho fatto nella mia vita, neppure di averti sostenuto nella tua precedente avventura politica né di averti appoggiato alle elezioni europee con tutte le mie forze. Proprio per questo, la tua uscita pubblica rappresenta una caduta di stile grave e rivelatrice. Grazie a te, ho deciso insieme al direttore che da oggi i giornalisti di Report Sicilia non porranno più domande nelle conferenze stampa riconducibili a questa tornata elettorale: ascolteranno soltanto ciò che direte e ciò che proporrete alla città. L’applauso della tua claque, chiaramente udibile nel video, è già una risposta politica sufficiente su chi siete e su cosa intendete fare per Agrigento”.

Rivendico senza esitazioni di essere editore di Report Sicilia e anche giornalista della testata.

Proprio per rispetto dell’etica giornalistica, avevo già deciso dal mese di agosto di non scrivere più alcun articolo sul giornale, scelta concreta, reale e verificabile.

Ma nessuna legge, nessuna norma e nessun principio etico vieta a un candidato sindaco di essere editore di un giornale libero, soprattutto quando quel giornale non è al servizio del potere, non riceve ordini e racconta ciò che altri preferiscono tacere.

Agrigento non ha bisogno di operazioni mediatiche costruite nei salotti televisivi, né di candidature funzionali a dividere il dissenso.
Ha bisogno di memoria, coerenza e coraggio.

Io continuerò a fare ciò che ho sempre fatto:

denunciare, proporre e metterci la faccia, da cittadino libero.

Senza padrini. Senza scorte. Senza stipendi dorati.

Giuseppe Di Rosa

Candidato Sindaco di Agrigento

Le Associazioni promotrici

“Tutti Insieme per una Città Normale”

Associazione Culturale Nuovo Millennio – Movimento Civico Mani Libere

Agrigento, 25 Febbraio 2026

(foto di SATIRA AGRIGENTINA)

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