Ven. Ago 29th, 2025

Cosi’ Pirandello rischia di essere rappresentato per pochi intimi

di Francesco Principato

Non lo meritava Augusto Zucchi, attore e regista teatrale di lungo corso con centinaia di rappresentazioni all’attivo, di avere una platea quasi deserta, quella di ieri sera al teatro dell’Efebo. Non lo meritava nemmeno L’uomo, la bestia,  la virtù di Luigi Pirandello.

Vero è che già la settimana scorsa c’era  stata una diversa rappresentazione al Teatro della Valle, vero è che era a ingresso gratuito ma il mestiere di Augusto Zucchi meritava qualcosa in più della settantina di spettatori presenti. E anche la sua idea del classico pirandelliano valeva la pena di essere vista: una rappresentazione “asciugata” nei monologhi e concisa nello svolgimento della trama. Ma nulla è stato tagliato delle tematiche pirandelliane, al massimo sono state ridotte nei dibattiti fra i protagonisti.  Ne è venuta fuori un’ora di spettacolo che ha privilegiato la farsa e la commedia rispetto al dramma. E le maschere sono comparse fisicamente a fine spettacolo, quando i pochissimi spettatori hanno tributato alla compagnia e al vecchio e grande Zucchi i meritati applausi, molto piu meritati di qualche rappresentazione già  vista in questi giorni.  La domanda dunque che sorge è: una calendarizzazione degli spettacoli più ragionata e più attenta non eviterebbe certe banali serate come quella di ieri sera? Questo improvviso eccesso di spettacoli in cui non si distingue più il professionista del teatro dalla esibizione del cultore locale, non  crea “confusione” nello spettatore? Qui non ci si sta lamentando per “troppo teatro”, si auspica semplicemente una migliore programmazione.  Nient’altro per il bene del teatro.

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