Giovedì 22 ottobre, dalle ore 9:00, la mobilitazione si sposterà a Palermo, davanti a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
A promuovere il presidio è AGRI.SA.T. – Agricoltura, Salute e Territorio, presieduta da Francesco Calderone, con la collaborazione di Salvatore Petrotto, capogruppo dell’opposizione al Consiglio comunale di Racalmuto e responsabile del direttivo provinciale agrigentino dell’associazione.
L’obiettivo è richiamare il Parlamento siciliano e il Governo regionale alle proprie responsabilità, chiedendo interventi urgenti su una crisi che investe agricoltori, pescatori, autotrasportatori, lavoratori, famiglie e consumatori.
AGRI.SA.T. chiede misure concrete sul costo dei carburanti e dell’energia, sul prezzo del gasolio agricolo, sulla remunerazione dei prodotti della terra e sulla liquidità delle imprese.
Non altri annunci destinati a svanire dopo qualche giorno. Non contributi simbolici quando le aziende hanno già accumulato debiti. Non risorse distribuite senza una strategia complessiva.
Il Parlamento siciliano è chiamato a fare la propria parte. Le risorse pubbliche devono rispondere alle necessità reali dei cittadini, sostenere le attività produttive e produrre benefici verificabili, non essere percepite come strumenti di convenienza elettorale.
Le eventuali responsabilità politiche o giudiziarie devono essere valutate sulla base dei fatti e nel rispetto della presunzione d’innocenza. Ma l’emergenza economica non può essere messa in attesa mentre le istituzioni discutono dei propri equilibri interni.
Basta distrazioni: la sicurezza economica merita la stessa urgenza
Il punto è semplice. Se alcuni giovani devastano una città, lo Stato deve intervenire e accertare le responsabilità. Ma se famiglie e imprese vengono schiacciate dal costo della vita, lo Stato deve dimostrare la stessa capacità di agire con tempestività.
La sicurezza non è soltanto ordine pubblico. È anche poter pagare l’affitto, acquistare generi alimentari, sostenere le spese per i figli, mantenere un’attività economica e lavorare senza essere condannati a produrre in perdita.
Il diritto di manifestare pacificamente, di scioperare e di protestare deve essere tutelato. Una democrazia non si misura soltanto dalla severità delle pene, ma anche dalla capacità delle istituzioni di ascoltare chi denuncia difficoltà reali.
Mercoledì 21 ottobre a Racalmuto e giovedì 22 ottobre a Palermo, AGRI.SA.T. porta al centro del dibattito una domanda che non può più essere elusa: perché per moltiplicare i decreti si trova sempre il tempo, mentre per ridurre il costo della vita si continua a parlare di risorse insufficienti?
Per abbassare le tasse sui carburanti servono scelte politiche. Per tutelare i produttori servono controlli e sanzioni effettive. Per salvare le aziende agricole servono credito e liquidità. Per difendere le famiglie servono redditi adeguati e prezzi sostenibili.
Non si può chiedere a chi lavora di stringere continuamente la cinghia mentre il costo di ogni necessità aumenta.
Le vetrine si possono riparare, i decreti si possono moltiplicare e le conferenze stampa si possono organizzare ogni giorno. Ma quando un’azienda chiude, una famiglia perde la casa o un agricoltore abbandona la terra, ricostruire diventa molto più difficile.
La sicurezza è importante. Ma anche la sicurezza economica e sociale degli italiani non può più aspettare.

