(post dialoghi di Giampiero Carta)—Questo “cinema” durerà fino alle elezioni regionali.
Per ogni emergenza vera o presunta tale, di cui per anni si era ignorata l’esistenza qualcuno chiederà una soluzione immediata o un veloce progetto di soluzione.
È in atto il tentativo di operare una distrazione di massa sulle responsabilità dell’annoso stato di disastro totale in cui versa la città.
Uno stato di incuria generale che non ha risparmiato niente e nessuno. Nessun settore dei servizi essenziali, né infrastrutturale, amministrativo, economico e quindi sociale.
E non solo per incapacità ma più ancora per ingordigie personali, per alimentare clientele costruire carriere a discapito di una intera città, in parte indolente e in parte complice.
Un sistema di potere granitico, di cui la città è stata per anni prigioniera e simbolo iconico ha subito una parziale crisi di rigetto alle ultime amministrative, che è stato in parte pilotato da leadership che temevano le difficoltà di governare sulle macerie che avevano generato ed i contraccolpi che ne potevano discendere in prossimità delle imminenti scadenze elettorali.
Oggi strepitano a comando le seconde file, recitando il loro ruolo in commedia coltivando la speranza utopica di occupare spazi politici che si stanno aprendo sotto i colpi delle inchieste giudiziarie, ma che rischiano di diventare voragini che inghiottono.
È facile immaginare quindi che gli strepiti degli “innocenti” dureranno ancora a lungo, secondo una studiata strategia a cui sarà necessario opporre atti concreti di amministrazione al di là di quelli necessari al governo delle mille emergenze, oltre che una diversa narrazione a cui anche questo post vuole contribuire.
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Sono d’accordo Franco.
E sottolineo il tuo “era noto a tutti”.
Nessuno è stato costretto… ma ha vinto chi si è candidato. Non ha vinto per sorteggio. Bisogna farsene una ragione. E ovviamente chi governa si espone alle critiche e al dibattito politico.
Ma se le critiche costruttive sono sintomo di cittadinanza attiva, molte altre che appaiono pretestuose, vengono quasi sempre da operatori politici e certa stampa coinvolta con le passate amministrazioni e, a me, appaiono frutto delle evidenti manovre che ho descritto, volte ad ostacolare una strada già irta di ostacoli e ribaltare il consenso, sperando in chi ha scarsa memoria perché tra un po’ si vota anche per le regionali. E noi cerchiamo di coltivare la memoria delle cause dello stato dell’arte.
Se il cittadino pretendeva i miracoli si sarebbe rivolto a San Calò già da tempo. Forse lo fanno quelli che non votano.
Poi ho anche scritto che ci vogliono “ATTI concreti di amministrazione che vadano al di là di quelli necessari al governo delle mille emergenze”.
Lo ribadisco.
Spero di essere stato chiaro pur senza usare disegnini.
Grazie per la tua attenzione. A presto














