(di Paolo Cilona)—La vicenda della casa ereditata dal vice sindaco Crosta e della di lui sorella, mette in chiaro una mostruosita’ sui tempi trascorsi inutilmente. Anni ed anni per i quali emergono probabilmente compiacenze o addirittura palesi omissioni da parte dei soggetti preposti ai controlli o degli uffici chiamati a dare risposte alle domande di sanatoria giacenti da decenni. Era ed e’ diritto del cittadino avvalersi della normativa per sanare il manufatto e in caso contrario adeguarsi alle disposizioni impartite dagli uffici di imporre la demolizione del manufatto o parte di esso. Nella fattispecie non conosciamo l’iter della pratica ne’ gli eventuali provvedimenti adottati dal Comune.”Telamone News” giorni addietro aveva avanzato la costituzione di una Commissione d’inchiesta tra le stesse forze politiche presenti in Consiglio con il compito di revisionare caso per caso tutti i fascicoli pendenti che da decenni si trovano nei polverosi scaffali. A iniziare dagli ordini di servizio fino a quei fascicoli che documentano di aver distaccato il personale assunto per le pratiche di sanatoria e per altri incarichi di lavoro. Bisogna dare risposte certe e mettere fine alle gravi disfunzioni esistenti sul territorio cittadino in ordine alla residenza, ai contratti di luce, di acqua, accatastamenti, ecc.ecc.ecc. Ed e’ per questo che occorre definire al più presto tutti i contenziosi edilizi e sottrarre alla politica la pressante cappa sull’abusivismo che ha prodotto e produce anche consensi elettorali.
ABUSIVISMO AGRIGENTINO: quante generazioni di cittadini rimarranno ancora sotto scacco?

