(di Paolo Cilona)—La proposta che viene con forza avanzata da ex e da nuovi consiglieri comunali di Agrigento, in ordine alla possibilita’ di rivedere il perimetro del parco archeologico, non solo e’ illogica agli interessi della citta’ ma soprattutto perche’ il suo futuro e’ collegato alla Valle dei Templi patrimonio dell’umanita’. Ieri si diceva “costruisci e futtitinni” mentre oggi si comincia a prospettare la soluzione…”si puo’ fare”. Ebbene, bisogna conoscere che l’allora presidente della Regione Rino Nicolosi stabili’ i confini del Parco rispettando la legge nazionale del 1966 e i successivi decreti Gui- Mancini. Il problema di oggi e’ quello di avviare tante, ma tante campagne di scavi nella zona A per scoprire i grandi tesori che sono sottoterra. Al di la’ dei Templi che sono la parte visiva non si e’ a conoscenza di cosa nasconde la piu’ bella citta’ dei mortali. Sono tanti gli interrogativi che si pongono gli storici. Dove sono le abitazioni di Empedocle, Polo, Antistine, Acrone, Callicratide, Gellia, la stessa reggia di Terone. Da qui la necessita’ di avviare studi e ricerche per rendere la Valle luogo di straordinaria ricchezza archeologica che appartiene al mondo intero e di mettere a tacere una volta e per sempre i vecchi e i nuovi sceriffi del cemento, perche’ la Valle non puo’ e non deve essere considerata una prateria di palazzi vecchi e nuovi frutto dell’abusivismo.

