(di Paolo Cilona)—Per la citta’ di Agrigento tra i grandi appuntamenti da celebrare ci sara’ quello riguardante il 160.mo anniversario della nascita di Luigi Pirandello. Una data importante da ricordare: 28 giugno 1867. In vista del grande avvenimento si chiede sin d’ora di conoscere se la Fondazione e il Comune abbiano in programma manifestazioni artistiche e culturali per ricordare degnamente la vita e le opere del grande drammaturgo agrigentino premio Nobel per la letteratura. che ha saputo rappresentare il travaglio post-unitario del Paese Il dimissionario CdA della Fondazione non ci ha pensato preso com’era nel confezionare un cartellone 2027 confortevole per il dopo cena, insieme alla direttrice artistica Roberta Torre. Cosa faranno le compagnie teatrali agrigentine (che di Pirandello , molte di loro ne hanno fatto uno spezzatino funerario ) non è dato sapere mentre dal comune si attendono decisioni autorevoli senza le imbeccate dei mentori e sperando che almeno questa nuova amministrazione recuperi il Convegno annuale di Studi Pirandelliani fondato da Enzo Lauretta che da oltre mezzo secolo ricorda degnamente il drammaturgo agrigentino. Potrebbe dirci parecchie cose il romanzo I vecchi e i giovani che fa emergere-(ieri come oggi) le profonde contraddizioni tra il vecchio e il nuovo. Dice Caterina Laurentano:” Qui c’e’ fame, caro signore, nelle campagne e nelle zolfare”. Nella novella Ciaula scopre la luna, si descrive in modo preciso la dura realta’ dei “carusi” siciliani (oggi extracomunitari) che venivano sfruttati di giorno e di notte, non vedendo il sole ma neanche la luna. E poi fra le tante sue opere Il fu Mattia Pascal definito da Benedetto Croce “Il trionfo dello stato civile“. Creduto morto, Pascal decide di far credere che fosse vero, cucendosi addosso il nome fittizio di Adriano Meis. Privo di stato civile non puo’ neanche sposare la donna che ama davvero. Finge il suicidio per rientrare nella vecchia “forma”, ma trova nel frattempo la moglie risposatasi. Si chiude nel silenzio rassegnandosi a vivere come “il fu Mattia Pascal“. A meno di pochi mesi dal 2027 ci si chiede se sia stato costituito un qualche Comitato per le celebrazioni con il compito di riunire e coordinare le iniziative da parte del Comune, della Fondazione degli Enti, delle associazioni culturali, delle scuole, delle persone interessate all’ evento e all’opera letteraria dell’illustre drammaturgo agrigentino. Ci sarebbe tanto da segnalare per Convegni Internazionali, rappresentazioni teatrali, coinvolgimento degli studenti con assegnazioni di borse di studio, gemellaggio con le citta’ che hanno avuto un rapporto con le opere del maestro e altro ancora. Non bisogna perdere tempo prezioso. Occorre coinvolgere gli assessorati regionali alla cultura e al turismo e soprattutto il ministero della cultura che aveva dimenticato non solo Pirandello durante l’anno di Agrigento capitale della cultura ma anche Leonardo Sciascia “sorvolato” perfino dalla “Strada degli scrittori”. Anche per questi motivi sarà necessario ridare rispetto e dignità al “tormentone” Pirandello, un maestro che non è stato “superato” (e non lo sarà) dai suoi “degni” discepoli. Siamo sicuri che una “iena” a Palazzo dei Giganti e l’altra “iena” a Palazzo dei Normanni, sapranno “vendicare” un passato miserrimo.

