Gio. Set 17th, 2026

Quando  Racalmuto abbracciò il Cile

(di Salvatore Petrotto)—Il 22 agosto 1995 e l’epopea degli Inti-Illimani.

Ci sono notti in cui la storia con la “S” maiuscola, quella che si studia sui libri e che attraversa gli oceani, bussa direttamente alle porte di una comunità, fondendosi con la sua identità più profonda. Per Racalmuto, quella notte è stata il martedì 22 agosto 1995.

Trent’anni fa, il nostro paese – la terra natia di Leonardo Sciascia, da sempre sensibile ai temi della giustizia, della libertà e dell’impegno civile – divenne il centro gravitazionale della grande musica internazionale.

Sul palco salirono gli Inti-Illimani, il leggendario ensemble andino che ha prestato la propria voce, il proprio cuore e i propri strumenti alla resistenza contro la dittatura totalitaria e liberticida di Augusto Pinochet.

 Dalle Ande all’esilio italiano: una colonna sonora di libertà.*

Per capire la portata di quell’evento, bisogna riavvolgere il nastro della memoria. Nel settembre del 1973, mentre un colpo di stato militare insanguinava il Cile e abbatteva la democrazia di Salvador Allende, gli Inti-Illimani si trovavano in tournée in Europa. Impossibilitati a rientrare in patria, dove la loro musica era stata dichiarata fuorilegge dalla giunta militare, trovarono in Italia la loro seconda casa.

Fu l’allora Partito Comunista Italiano ad accoglierli, a sostenerli e a organizzare per loro storiche tournée che mobilitarono le coscienze di milioni di italiani. Attraverso il calore delle piazze del nostro Paese, le note di Alturas e il grido di El pueblo unido jamás será vencido diventarono un manifesto universale contro l’oppressione, contribuendo in modo determinante a mantenere accesi i riflettori internazionali sul dramma cileno fino al crollo del regime.

 *Quella notte da 15mila persone a Regalpetra*

Nel 1995, a pochi anni dal loro trionfale ritorno in un Cile finalmente liberato, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Petrotto scelse di scommettere su questo immenso patrimonio ideale. La risposta del pubblico fu un’onda oceanica: oltre 15 mila persone arrivarono a Racalmuto da ogni angolo della Sicilia e non solo, invadendo pacificamente le nostre piazze.

Ciò che accadde dopo l’ultima nota sul palco, tuttavia, appartiene alla leggenda più autentica della nostra comunità. Il concerto non finì in piazza. Proseguì all’interno dello storico ristorante “La Taberna”, dove il gruppo cileno si ritirò a cena, insieme agli amministratori locali e a centinaia di avventori, desiderosi di condividere un momento con i miti della Nueva Canción Chilena.

 *Quando la politica si mise a servire ai tavoli*

Di fronte a quell’afflusso straordinario e del tutto imprevisto di persone, successe qualcosa di unico. La macchina organizzativa formale lasciò il posto alla più pura solidarietà comunitaria. Per dare una mano ai ristoratori sopraffatti dai numeri, il Sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali presenti si tolsero la giacca, entrarono in cucina e si misero a servire ai tavoli accanto ai camerieri. Nel frattempo, colpiti da quell’accoglienza calorosa e genuina, gli Inti-Illimani imbracciarono nuovamente gli strumenti, regalando un’esibizione intima e acustica dentro il locale.

La fame di musica, di storie e di condivisione fu tale che quella notte a Racalmuto si esaurirono letteralmente tutti i generi alimentari.

Fu necessario un intervento d’emergenza del Comune, che invitò i fornai del paese ad aprire i panifici con diverse ore d’anticipo nella notte per sfornare pane fresco e garantire da mangiare alle migliaia di giovani e appassionati rimasti a dormire sotto le stelle di Regalpetra.

 *Verso l’incontro pubblico: un Amarcord per le nuove generazioni*

Fino a qualche anno fa, le pareti de La Taberna custodivano, come un piccolo tempio della memoria, le fotografie analogiche di quella cena e di quel concerto spontaneo. Immagini che oggi abbiamo il dovere di cercare, recuperare e digitalizzare.

Nelle prossime settimane ci riuniremo in un incontro pubblico, una sorta di grande Amarcord siciliano. Lo facciamo non per sterile nostalgia, ma per un preciso dovere morale: ricordare alle nuove generazioni che Racalmuto è stata, ed è, una capitale di accoglienza e cultura. Vogliamo raccontare ai ragazzi di oggi che la musica può abbattere le dittature, che la politica è servizio verso il prossimo (anche dietro i fornelli di una cucina d’emergenza) e che la notte del 22 agosto 1995 il sole del Cile illuminò e scaldò, come mai prima, la nostra amata terra.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *