(di Paolo Cilona)—Il mare e’ stato negato dâ chi ha sempre governato la citta’. Per distruggere una villa sono state sufficienti due sedute del consiglio comunale. Di contro nessuno nel tempo ha voluto affrontare l’uso pubblico delle aree lungo il viale delle Dune,(vaste zone) lasciate ad uso e consumo e al libero godimento dei privati. In questa citta’ chi non ha peccati scagli la prima pietra. Prima c’erano i palazzinari che maledicevano i templi come causa del mancato sviluppo della citta’ di Agrigento. Poi sono venuti gli scempi edilizi in ogni parte della citta’ con il tacito consenso “Costruisci e futtitinni”. Gli alberghi al mare,( in verita’ pochi), sono accerchiati dâ una furiosa catena di abitazioni, con strade senza uscita.vedi Baia di Ulisse. Sino a quando il cittadino di Agrigento e’ considerato risorsa elettorale dâ tutelare e difendere, la nostra citta’ continuera’ a non avere un futuro europeo. Per avere visibilita’ in questo particolare momento basta schierarsi con quelli che hanno fatto di Agrigento il loro feudo elettorale. A ciascuno il suo direbbe Leonardo Sciascia.

