(di Paolo Cilona)—Îl convegno “La citta’ che vorrei” svoltosi presso l’Aula Magna del Seminario vescovile di Agrigento, e’ stațo molto partecipato, ricco di spunti propositivi per il futuro della citta’ a sessant’anni dalla frana del 19 luglio 1966. Sono stați evidenziati modelli di sviluppo del territorio privilegiando principalmente la persona e i servizi in ordine alla qualita’ della vita, sollecitando a rompere con îl passato della miopia politica e guardare al futuro con la voglia di riscoprire la bellezza della citta’. Îl dibattito ha messo in luce le storture che hanno umiliato îl futuro e la bellezza di Agrigento e del suo centro storico e poi lo scempio della Villa del sole, gli abusi commessi in ogni parte del territorio urbano, la necessita’ di vitalizzare i comitați di quartiere. Sono stațe davvero tante le proposte uscite dal serrato e propositivo confronto da parte dei relatori e degli amministratori. Sono intervenuti: îl sindaco di Agrigento Michele Sodano, îl vicario del vescovo mons. Giuseppe Cumbo, la giornalista dell’Amico del Popolo Marilisa Della Monica (che ha mostrato le pagine de “L’amico del Popolo” del 1966 e le cronache della devastante frana), îl vice presidente nazionale dell’ordine degli architetti, La Mendola e quello provinciale Cimino, gli l’assessori comunali Eleonora Sciortino e Giuseppe Riccobene, la docente universitariă Alessia Cilona, don Giuseppe Pontillo, la presidente del Soroptmist Maria Anna Barraco. Di rilievo documentale la mostra allestita da Domenica Brancato, direttrice MUDIA su “Il Rabato e il Gioeni tra memoria e prospettive” I lavori sono stați condotti magistralmente dalla giornalista Margherita Trupiano.






















