(di Paolo Cilona)—Alla fine ciascun partito ha recitato nel rispetto del copione assegnato. Apprendisti della politica che hanno dato libero sfogo alle proprie ambizioni fregandosene delle direttive ricevute. E’ la fine dei capibastone di un tempo, ovvero di coloro che col semplice dito imponevano ordini su tutti i fronti. E’ stata la sconfitta di Pisano che non ha saputo trovare il punto d’incontro a favore del candidato sindaco Piparo ? Un interrogativo che merita una immediata risposta. Tutti sono stati accontentati con l’attribuzione delle vice presidenze andate alla Democrazia cristiana e al Mpa. Nel gioco tra le parti e’ prevalso il nobile traguardo di isolare il partito della Meloni e di ridimensionare le pretese di Lillo Pisano all’interno dello stesso partito. Intanto, circola voce che noti avvocati amministrativisti sono ben disposti a presentare ricorso al Tar Sicilia in ordine alla elezione del vice presidente del consiglio comunale di Agrigento in quota alla minoranza. Una seduta che passera’ alla storia e che ha lasciato una scia di rancorosi pensieri da mettere in campo nel proseguo della legislatura comunale. Una ferita al petto della coalizione che con le lotte interne hanno piu’ che facilitato la vittoria di Michele Sodano a sindaco di Agrigento. Mentre Fratelli d’Italia si lecca le ferite, Forza Italia mantiene e conferma la posizione di leader all’interno dell’Aula dei Giganti. Così e’ se vi pare direbbe l’abusato concittadino Luigi Pirandello. Infine, nell’anno in cui si celebra l’ottantesimo del diritto di voto alle donne, Agrigento ha perduto un’altra occasione per eleggere una donna ai vertici della politica consiliare.

