Gio. Lug 16th, 2026

Al “CENTRO CELESTE” di Palermo “il teatro d’appartamento” di Silvio Benedetto

Lo spettacolo! Lo dobbiamo riprogrammare! Lo faremo a giugno!’1: queste le sue parole, nel sentirsi male, a Palermo, quel 15 maggio 2026 che avrebbe dovuto essere il giorno della prova generale, ii giorno prima dei due spettacoli di “Ti ho visto sai” e che, invece, è stato il giorno prima del suo ultimo giorno.

Siamo rimasti noi, gruppetto di attori orfani del loro regista e contagiati da quella volontà che nasce dall’essersi ormai innamorati dell’idea, del progetto, dell’opera. Noi che, soprattutto, ora, sentiamo profondamente l’impulso di tributare il nostro più sentito omaggio a colui che è stato immensamente più che ‘il nostro regista per questo spettacolo’. La maniera migliore di farlo, ci siamo detti, è forse proprio far vivere questa sua opera teatrale. E così l’abbiamo fatta vivere, rispettando in maniera puntuale la sua regia originaria e, per rendere tangibile la presenza di lui all’interno dello spettacolo, mettendo in opera spostamenti e soluzioni teatrali scaturiti dal rispetto della sua poetica.

Silvia Lotti, da venticinque anni compagna di vita e lavoro di Silvio, si è messa all’opera coinvolgendo anche Olga Macaiuso, amica storica ed artista (pittura, teatro, canto) vicina a Silvio da quarantacinque anni. Silvia ed Olga insieme hanno unito le forze – complici, fortemente complici, Emanuela Davi e Gaetano Rappo, ed anche Marco Lo Cicero, Giovanna Caruana, Giuseppe Costanza, Calogero Alaimo, Celeste Rappo, Chiara Licata Caruso ed i collaboratori in diversi ruoli e mansioni – affinché (in questo allestimento di “TI HO VISTO SAI” a Palermo negli spazi del Centro Celeste per la regia di Silvio Benedetto) non rimanesse, ‘la sua sedia’, una sedia vuota: essa ha assunto invece la forza di un simbolo (‘la Sedia’) capace di riportare tutti noi (fosse anche per la sola durata dello spettacolo) indietro di un mese e mezzo, capace di riportare Silvio (attraverso noi) ancora insieme a noi. Insieme a noi anche (in questo caso) in quanto, noi, personaggi da lui chiamati a popolare uno dei suoi tanti voli lontano dal piano del reale; chiamati a giocare – con lui – ad un dialogo immaginario: evocazioni di parole e situazioni da lui mentalmente montate smontate e ricostruite più e più volte in tempo reale caso mai lui, ‘il Professore’ (personaggio ricorrente interpretato da Silvio stesso nel suo “Teatro negli appartamenti”), avesse fatto, un giorno, uno spettacolo…

E così eccoci qua, tutti noi. Qui ed ora, insieme, in un momento corale che ha a tratti i toni di un rito: i monologhi di Silvio (quelli che lui stesso aveva previsto per questo spettacolo) vivranno attraverso la sua stessa voce registrata, e vivrà uno dei suoi momenti di alta improvvisazione tratto da un video girato da Diego Romeo in questo stesso luogo, tre anni fa, durante il precedente appuntamento con il “Teatro negli appartamenti” di Silvio Benedetto dal titolo “La visita” (appuntamento ben testimoniato anche dalle fotografie di Antonio Calabrese).

Eccoci, così, noi tutti – insieme a chi vorrà partecipare – a celebrare il fantastico immaginario del “Professore”. A popolare, ancora una volta, il suo gioco. Forse il più sincero omaggio che si possa fare ad un’artista come il maestro Silvio Benedetto.

TI HO VISTO SAI testo e regia Silvio Benedetto

E’ andato in scena domenica 28 giugno 2026 ore 17,00 e ore 19,30 – Centro Celeste, Piazza Verdi 31, Palermo

TEATRO NEGLI APPARTAMENTI

Sarebbe stata per noi cosa gradita, questa sera, rimandare voi, cari ospiti, a quell’opera di genio intitolata “Teatro negli appartamenti”, dove si sarebbe potuto, per diletto nostro e vostro, assistere (o addirittura partecipare) alla messa in scena delFlmmaginario dell’autore-regista: voci che abitano in lui – seguirlo suole essere cosa ardua – spettri chiamati a declamare immagini emerse dalle transumanze della sua memoria. Un monologo polifonico, insomma. Personaggi messi in scena nell’Appartamento, reso luogo teatrabile.

E non solo personaggi: percorrendo le stanze, anche opere d’arte, cimeli, reperti, giocattoli… oggetti, insomma. Un oggetto forse insignificante viene posto al centro della scena e là viene adorato, incensato, chiamato in causa, coperto di discorsi e di pensieri segreti. Oppure è il suo oggetto del desiderio ad essere chiamato in causa. Lautore-regista non rinuncia all’oggetto amato. Sarebbe il lutto del suo Immaginario. Inutile dissuaderlo.

Tuttavia, risfogliando il programma di oggi, notiamo che il professore e regista ha usato il suo raro talento per un suo scopo personale, estraneo all’intento della nostra serata. È chiaro che suo primo interesse non sono state le vostre attese, ma la sua esigenza di avere spettatori come sfondo del suo gioco, delle sue diatribe. Ma noi in primo luogo vogliamo comunque confrontarci con le nostre verità.

Silvia Lotti

(dall’accoglienza introduttiva

allo spettacolo “Ti ho visto sai”)

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