Gio. Lug 16th, 2026

L’ACQUA E L’ELEZIONE DI SODANO HANNO SVEGLIATO LA TIGRE

(di Paolo Cilona)—C’è un detto indiano che dice “non svegliare la tigre che dorme”. Tutto nasce a seguito di una richiesta rivolta all’Aica per ottenere tramite il servizio di autobotti il prezioso liquido. La puntualizzazione resa dall’Aica esclude ogni beneficio a favore degli abusivi in aree vincolate. Il diritto si scontra con il dovere imposto dai vincoli di legge. Gli esposti hanno la forza di fare uscire dal letargo antiche situazioni edilizie e di svegliare la tigre. Una situazione esplosa all’indomani della frana del 19 luglio 1966, allorquando lo Stato impose dei vincoli di inedificabilita‘ assoluta su tutte le zone a ridosso delle aree archeologiche della Valle dei Templi. Malgrado i vincoli posti sulla cosiddetta zona A, centinaia di agrigentini ritennero, in barba ai vincoli, costruire le proprie abitazioni. Di tanto in tanto si svegliava la tigre per poi riprendere il sonno. L’unica abitazione demolita fu quella posta lungo la stradella per Poggio Muscello in zona A. Alla cerimonia partecipò  persino l’allora ministro dell’Interno Enzo Bianco come a voler dimostrare la presenza dello Stato nella lotta agli abusi edilizi, compiuti in  dispregio alla legge. Fu l’unica volta che si videro le ruspe in azione. Di poi il silenzio. La domanda che molti si chiedono: come hanno fatto gli abusivi ad avere la luce, l’acqua,  l’illuminazione stradale ed altri servizi essenziali, compresi i certificati elettorali e quindi la residenza ? E come mai le pratiche di sanatoria non hanno avuto il dovuto ed immediato riscontro amministrativo? Ecco allora che tutti i soggetti sono chiamati alla propria responsabilita’ per motivi di giustizia. A giorni magari torneranno sulla scena varie proteste (ricordate l’assalto del 1966  al genio Civile?) indirizzate alla politica con lo scopo di rivedere i vincoli urbanistici. In gioco ci sono le abitazioni della gente. Comunque staremo a vedere gli sviluppi.

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