(di Paolo Cilona)—Un altro Michele si affaccia alla città. In questo caso ci torna in mente don Michele Sclafani pro-sindaco di Girgenti che per un ventennio governò con impegno e sagacia politica la città. A lui si deve principalmente la realizzazione del monumento ai caduti della prima guerra mondiale su progetto dell’artista Rutelli collocato nella villa Bonfiglio. Fu un solerte innovatore creando nella provincia tante banche cooperative col compito di agevolare prestiti a favore dei contadini ed artigiani. Amministrò la città dai primi del Novecento fino all’avvento del fascismo. Ieri sera nel corso della chiusura della campagna elettorale del candidato a sindaco del movimento “Controcorrente” , il nome “Michele” veniva gridato dai suoi sostenitori come del resto il nome “Dino” dai sostenitori di Alonge. Visti i risultati alla città non dispiacerebbe il ritorno di “un Michele” a Palazzo dei Giganti. Prima di lui aveva chiuso la campagna elettorale il giovane avvocato Gerlando Alonge. Lunedì pomeriggio sapremo il vincitore di questa disfida che strazia il centrodestra agrigentino ed esalta “i vecchi e i giovani” della sinistra. Comunque vadano le cose tutti e due sono chiamati all’arduo compito di gestire la res pubblica, il Comune di Agrigento.







