(di Paolo Cilona)—La posizione di Vito Riggio (ex presidente ENAC) sull’aeroporto di Agrigento è vecchissima. Non sorprende più nessuno. Avversario da sempre al progetto riguardante l’aeroporto di Agrigento con la piena e totale volonta’ di difendere la sua creatura ovvero Punta Raisi. Da presidente dell’Enac fu acerrimo nemico più per partito preso che per ragioni di opportunità ben sapendo che lo scalo palermitano come quello catanese di fatto assorbono oltre il 30 per cento dell’utenza appartenente al territorio della provincia agrigentina. Oggi sono di nuovo usciti fuori, lui e Schifani, come le lumache al sole d’estate per ribadire ancora la loro contrarietà all’aeroporto agrigentino. Eppure la Valle dei Templi registra annualmente oltre un milione di turisti paganti. Agrigento chiede (avendo assolutamente consapevolezza delle potenzialità ambientali, archeologiche, storiche) di poter offrire uno scalo turistico basato principalmente su voli charter. Tutti i progetti riguardanti lo scalo agrigentino hanno ribadito la fattibilità dell’opera sul piano economico-gestionale. Dopo 75 anni di parole Agrigento ha solo una pista di carta. Eppure ha dalla sua parte una legge dello Stato del 1971 n.111 (mai abrogata) che stabilisce la costruzione di un aeroporto nella fascia centro-meridionale della Sicilia supportato da un accordo di programma tra Stato-Regione con un finanziamento di 70 milioni e con un accredito alla provincia di Agrigento di 35 milioni pari al 50 per cento del costo dell’opera in contrada Noce territorio di Racalmuto. Purtroppo, non fu colpa di Riggio se il presidente della provincia Eugenio D’Orsi in forza di un suo sogno per Licata abbia preferito, con il voto del Consiglio, restituire al presidente della regione, Lombardo, la somma incamerata per l’aeroporto di Racalmuto. Ora in piena campagna elettorale esce fuori il ministro Salvini che promette l’inserimento di Agrigento nel piano nazionale degli aeroporti. Una promessa dal sapore elettorale che ha riaperto il dibattito tra soggetti che hanno la consapevolezza che gli agrigentini continueranno a recarsi a Punta Raisi o a Fontanarossa. Così è se vi pare, ma anche così sembra per il nuovo presidente dell’ENAC Pier Luigi Umberto Di Palma. Che tace.

