Gio. Lug 16th, 2026

Il consigliere comunale Salvatore Petrotto chiede chiarimenti al primo cittadino Calogero Bongiorno sul risarcimento alla Regione siciliana disposto dalla Corte dei Conti e parla di “opacità amministrativa”. Il consigliere comunale d’opposizione Salvatore Petrotto torna ad attaccare il primo cittadino tirando in ballo una sentenza definitiva della Corte dei Conti del 2017 che avrebbe condannato Bongiorno a risarcire la Regione siciliana con una somma superiore al milione di euro. Il consigliere sostiene di avere chiesto più volte al sindaco, fin dal suo insediamento avvenuto nel giugno del 2024, se il debito nei confronti dell’erario sia stato saldato. “In caso contrario – afferma l’esponente dell’opposizione – presumiamo che non potrebbe continuare a fare il sindaco e dovrebbe immediatamente dimettersi”. Il consigliere accusa inoltre Bongiorno di non avere mai risposto pubblicamente alle richieste avanzate dall’opposizione e di evitare il confronto su diverse questioni legate all’attività amministrativa del Comune. Nel documento diramato da Petrotto vengono citati anche alcuni affidamenti diretti relativi a lavori e servizi pubblici che, secondo l’opposizione, sarebbero stati assegnati a familiari o persone vicine alla giunta comunale con ribassi ritenuti troppo bassi. Vicende che, sempre secondo quanto sostenuto da Petrotto, sarebbero state anche oggetto di interrogazioni parlamentari all’Assemblea Regionale Siciliana presentate dal deputato regionale Ismaele La Vardera. “Di queste vicende sono stati messi a conoscenza gli organi preposti al controllo di legalità”, scrive il consigliere che parla di “opacità dell’azione amministrativa” e di risultati “poco congrui rispetto alle spese liquidate”. Viene inoltre richiamata anche la recente vicenda relativa alla presunta “parentopoli” al Cefpas di Caltanissetta, sulla quale nei mesi scorsi alcuni parlamentari regionali e nazionali hanno presentato esposti e denunce pubbliche. Secondo Petrotto il nome del sindaco Bongiorno sarebbe stato accostato alla vicenda insieme ad altri esponenti politici con riferimento a incarichi e consulenze che avrebbero coinvolto anche familiari di amministratori pubblici.

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