(SILVIA LOTTI ai nostri lettori)—Teatro negli appartamenti
Sarebbe stata per noi cosa gradita, questa sera, rimandare voi, cari ospiti, a quell’opera di genio intitolata “Teatro negli appartamenti”, dove si sarebbe potuto, per diletto nostro e
vostro, assistere (o addirittura partecipare) alla messa in scena
dell’Immaginario dell’autore-regista: voci che abitano in lui – seguirlo suole essere cosa ardua – spettri chiamati a declamare immagini emerse dalle transumanze della sua
memoria. Un monologo polifonico, insomma. Personaggi
messi in scena nell’Appartamento, reso luogo teatrabile. E non solo personaggi: percorrendo le stanze, anche opere
d’arte, cimeli, reperti, giocattoli… oggetti, insomma. Un oggetto forse insignificante viene posto al centro della scena e là
viene adorato, incensato, chiamato in causa, coperto di discorsi
e di pensieri segreti. Oppure è il suo oggetto del desiderio ad essere chiamato in causa. L’autore-regista non rinuncia all’oggetto amato. Sarebbe il lutto del suo Immaginario. Inutile dissuaderlo.
Tuttavia, risfogliando il programma di oggi, notiamo che il professore e regista ha usato il suo raro talento per un suo scopo personale, estraneo all’intento della nostra serata. È chiaro che suo primo interesse non sono state le vostre attese, ma la sua esigenza di avere spettatori come sfondo del suo gioco, delle sue diatribe. Ma noi in primo luogo vogliamo comunque confrontarci con le nostre verità.
Silvia Lotti
(dall’accoglienza introduttiva
allo spettacolo “Ti ho visto sai”)
solo su prenotazione (telefono o whatsapp) 328 6661168
sabato 16 maggio 2026 ore 17,00 e ore 19,30
CENTRO CELESTE Piazza Verdi 31 Palermo
Ti ho visto sai
CRONISTORIA
Silvio Benedetto ha fondato negli anni: il “Teatro Autonomo di Roma” con Alida Giardina (1975 – attori storici Massimo Verdastro, Gilberto Vitali, Carlos Valles, Maurizio Mosetti, Riccardo Liberati, Olga Macaluso); il “Teatro Segreto” con Eliana Pizzichi (1978); il “Teatro nel Vicolo” a Palermo (1978 – tra alcuni attori storici del “Teatro Autonomo di Roma” si inserisce, oltre a Maria Di Caro, Nino Gennaro il quale darà origine successivamente al “Teatro Madre” e al quale Massimo Verdastro ha dedicato e dedica particolare attenzione e diffusione); il “Teatro Mediterraneo” con Olga Macaluso (1981).
Numerosi sono gli allestimenti che Silvio Benedetto ha curato per un vasto pubblico, spesso in luoghi storici e monumentali: tra altri si ricordano il Teatro greco di Taormina, il Teatro romano di Luni, il Fénelon di Parigi, l’Alhambra di Granada, Villa Medici di Roma, la zona archeologica di Agrigento per la Settimana Pirandelliana…).
Parallelamente a quanto detto, questo eclettico regista ha anche portato avanti con continuità il suo TEATRO NEGLI APPARTAMENTI, da lui fondato a Buenos Aires già a metà degli anni Cinquanta svolgendolo in seguito
principalmente a Roma (dal 1975 nella storica sede di Via degli Scialoja a
pochi passi da Piazza del Popolo, e dal 2015 a Lungotevere Flaminio) toccando
talvolta anche altre città italiane, europee ed extraeuropee.
Il “Teatro negli appartamenti”, che egli conduce negli anni duemila insieme
a Silvia Lotti, è una particolare forma di teatro – che gli è valsa una segnalazione per il prestigioso Premio Ubu di Milano – da lui concepita per pochi spettatori cosicché si riesca a “guardarsi negli occhi, respirare lo stesso istante”. Il numero limitato (max 25 persone) e la possibilità di accedervi solo su prenotazione, rendono rara l’occasione di potervi assistere.
A distanza di tre anni da “La Visita” – primo appuntamento nel Centro Celeste con Silvio Benedetto (nella veste di autore teatrale, attore e regista) e con il suo “Teatro negli appartamenti” – questo luogo di Palermo viene nuovamente reso teatrabile dallo stesso regista italoargentino con un nuovo spettacolo itinerante all’interno della ‘Casa’ in prima assoluta.
“Ti ho visto sai” già inizia in strada davanti all’ingresso di “Casa Celeste”, dove s’è radunato in attesa un limitato numero di persone (non più d’una ventina come da indicazione di regia). L’apertura del portone avvia il dipanarsi d’un percorso, di un itinerario, che verrà compiuto insieme agli attori attraverso gli spazi della Casa: dall’atrio (al piano terra) su per le scale verso il primo piano e poi di stanza in stanza, in una successione di situazioni, di immagini, perfino di insert in diversi linguaggi e fonemi, Silvio Benedetto regala oggi la rara opportunità di vivere l’esperienza di questo suo peculiare teatro tra la dimensione del reale e quella dell’immaginario in uno spettacolo unico ed irripetibile, scritto per un particolare ensemble di attori e per un determinato luogo di Palermo dal regista ribattezzato “Casa Celeste”.

