(di Paolo Cilona)—Giro d’Italia ?” Loro” lo dicono ben sapendo che la grande corsa ciclistica ha escluso parte delle regioni del Sud e soprattutto le due maggiori isole: Sicilia e Sardegna. Di contro il Giro d’Italia ha previsto le prime tre tappe in Bulgarìa (Nessebar, Burgas e Sofia). Agli organizzatori poco interessa la terra siciliana seppure abbia dato al ciclismo dei fuoriclasse come Guido Messina e Nibali. Agiscono così perché nessuna istituzione politica e sportiva ha mosso una critica sull’operato degli organizzatori. Assenti il presidente della regione, dell’Assemblea siciliana, gli assessori regionali competenti. Il giro promuove le località sul piano turistico e culturale e soprattutto richiama gli amanti del ciclismo a seguire le tappe. Evidentemente nulla si deve concedere ai siciliani e alla Sicilia. E qui vengono in mente le parole che nel 1880 pronuncio’ il barone Antonio Mendola:”L’Italia, da quando era divenuta Italia, era una; ed e’ stata per meta’ favorita e per meta’ trasandata e quasi dimenticata. Il predominio e’ stato dei deputati nordici e dell’alta burocrazia nordica. La sottomissione e l’inserimento e’ stato tutto in danno del meridione. Tutte le grandi spese di opere pubbliche, ferrovie, canali, trafori di montagne, porti, arsenali erano per l’Italia settentrionale”. Ed ancora oggi le infrastrutture (porti, aeroporti, autostrade, reti idriche, elettriche, fognarie e collegamenti interni sono solo sulla carta). L’avversita’ contro la pedemontana della Sicilia fu portata avanti nel 1971 dal Corsera, come la realizzazione dell’aeroporto di Agrigento etc. Il lupo nordico perde il pelo ma non il vizio di escludere la Sicilia anche dal giro d’Italia. Per loro la Sicilia e’ solo una colonia e basta. Cosi e’ se vi pare direbbe il nostro Pirandello.

