(di GERLANDO CILONA)—Passato e Presente si fondono e si confondono.
Il Cimitero di Favara torna ad essere motivo di critica nonostante siano passati 18 anni dall’articolo sul giornale “La Sicilia”, a firma di Franco Pullara, che metteva in evidenza “un settore diventato una sorte di mercato nero”. Sembra che il Tempo si sia fermato ed il Cimitero di Piana Traversa torni, purtroppo, ad essere motivo di forte polemica.
Oggi, infatti, Favara vive l’amara ed ingiustificabile situazione vissuta dal cimitero “Rotuli” di Palermo: i morti non sono tumulati per mancanza di loculi e le bare restano ammucchiate nell’ex chiesa, dove venivano celebrate le Messe funebri. Da tutto questo scaturiscono diverse domande:” I Cimiteri, secondo le norme igieniche vigenti, non dovrebbero avere un adeguato numero di loculi da utilizzare in caso di un’eventuale epidemia? Come concretizzare ciò se neppure la quotidiana mortalità si riesce a risolvere? “Chi e come si gestisce il luogo sacro? Esiste un Piano regolatore cimiteriale? Le opere di tumulazioni sono governate dai privati o dall’Amministrazione comunale? (se nel primo caso che utile ne ricava il Comune)? Chi ha il compito di vigilare in merito? Esistono registri che distinguono i loculi concessi “in eterno” da quelli con contratto temporale? Le estumulazioni avvengono per sezioni o per la data dei contratti stipulati nel Tempo??
Al di là delle polemiche occorre agire e programmare in maniera seria ed oculata per dare dignità ai defunti verso i quali i favaresi hanno sempre dimostrato sentimenti affettivi di notevole rilevanza. La grave situazione deve richiamare al senso di responsabilità morale e politica per porre fine alla mancanza di sacralità verso i defunti e i loro eredi.

