Gio. Lug 16th, 2026

“BESTIARIO TEATRALE” di Emma Dante per la prima volta al Palacongressi di Agrigento

Siamo una compagnia che a forza di stare insieme è diventata una famiglia. Siamo fratelli, sorelle, madri, figli. Alcuni di noi sono giovani, altri vecchi, grassi, belli, brutti, eleganti, rozzi.

Questo palco è la nostra casa. Ci hanno detto che qui abbiamo tutto ciò che serve! La cucina, le stanze da letto, il bagno, il soggiorno… quando abbiamo sonno, chiediamo: dov’è il letto? Ci rispondono di immaginarlo. Quando abbiamo fame, chiediamo: dov’è il cibo? Ci rispondono di immaginarlo. Quando vogliamo pisciare o cacare, chiediamo: dov’è il bagno? Ci rispondono di farla dove vogliamo, sul palco.

Ci obbligano a sforzi sovrumani dicendoci che questo palco è il mare dove nuotare, il sentiero dove camminare, il cimitero dove piangere i morti, il paese dove tornare dopo un lungo viaggio, la stanza dei giochi, l’ufficio, l’ospedale… siamo stanchi di immaginare.

Non facciamo altro che immaginare. Abbiamo tra le mani solo cose impalpabili. Poltiglie. Frammenti di storie. Sappiamo tirare di scherma, sappiamo ballare, cantare, urlare, litigare nei dialetti del Sud, sappiamo diventare una scimmia, sappiamo piangere, sappiamo fare il clown, la ribaltata, la ruota perfetta, sappiamo fare la risata della strega, sappiamo impazzire come Ofelia, muoverci come una bambola e cadere sul culo come se fosse di gomma.

Ma siamo stanchi. Nei nostri occhi già s’intravede la fine. Stiamo per cedere. Abbiamo capito che resistere non serve a niente. Vi chiediamo di chiudere gli occhi. Di smettere di guardarci. Vi chiediamo di ribellarvi. Per noi. Di liberarci! Se chiudete gli occhi. Se smettete di guardarci, noi possiamo uscire da qui e ricominciare a vivere.

Emma Dante

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