(di Paolo Cilona)—Ancora manca il centravanti di sfondamento ma la squadra e’ pronta. Proprio cosi, il centro-destra ha le liste pronte, manca il candidato sindaco. Comune, Provincia, Aziende Sanitaria, Parco Archeologico, Fondazione Teatro Pirandello ed altri enti pubblici sono impegnati ad individuare possibili candidati. Un lavoro certosino, impegnativo, sul piano politico, dove alla base del convincimento elettorale ci sono promesse di carriera, di lavoro e di prestigio sociale. Una macchina divoratrice di consensi elettorali. E qui vengono alla mente le parole di Luigi Pirandello nel romanzo “I Vecchi e i giovani”: “gli abitanti di Girgenti in politica si comportano da “asini vecchi che fanno la stessa strada”, mentre un altro scrittore, il favarese Antonio Russello nei confronti degli asini si e’ cosi’ espresso nel romanzo “Siciliani prepotenti”: “In Sicilia chi anche asino nasce vuole avere l’orgoglio di mòrirci”. Tutto ha una logica di vita. Nell’ultimo decennio dell’Ottocento gli agrigentini erano tutti ad ossequiare e a votare il marchese Contarini; nei primi anni del Novecento tutti erano con padre Sclàfani; negli anni Venti tutti fascisti; negli anni quaranta-cinquanta tutti democristiani; negli anni novanta tutti Berlusconiani; ora tutti con Il Centro-destra. Tutto questo e’ avvenuto ed avviene perché Agrigento e’ una città silente, complice, distratta, cieca e connivente con i big della politica. Una città indifferente di fronte allo scempio del verde pubblico e il sindaco Miccichè e’ stato messo in soffitta in quanto non costituiva più una candidatura vincente per i big del centro-destra. Se questa e’ la consapevolezza di un tentativo di rigenerazione, bisogna che la stessa decisione venga applicata nei riguardi dei consiglieri uscenti escludendoli dalle liste. La gente di Agrigento si aspetta un colpo di reni e il centro-destra deve scegliere tra cambiamento o conservazione.

