Sab. Apr 11th, 2026

 “Il mandorlo” di Pirandello

(di Mario Gaziano)—All’albero di mandorlo, ora fiorito, ora rinsecchito Luigi Pirandello affida il malinconico alternarsi della sua sofferta vita, tra speranze disilluse “…la speranza tua cade e sempre cadrà…” e muto rammarico.  Una appassionata e struggente assimilazione. Gli alberi nati sulla azzurra argilla gli sono fratelli. “..Ma, tra voi, di più uno, ed è questo  mandorlo che fu piantato lo stesso giorno in cui nacqui.” Ma è la straordinaria ode  giovanile  *SINFONIA RURALE* che  Luigi pubblico’ nel 1907,affidandole il suo senso doloroso del vivere,”la pena del vivere”, appunto, che caratterizzerà la sua complessa, intricata opera. Il mandorlo,

dunque, come sintesi di una coesione totalizzante con la natura, tra azzurre argille, mare azzurro africano,vento, sole,uccelli ,aria,vita e morte: in cui il poeta si immerge e, a modo suo, naufraga dolcemente.  E al centro il.”mandorlo” rigoglioso e trionfante riflesso proprio dell’andamento dell’esistere, che lo riporterà alla sua casa romita:  “deluso e stanco”.   Proprio lì dove l’albero di mandorlo nacque nello stesso giorno in cui egli fu consegnato alla vita.

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