Ven. Mar 13th, 2026

A PROPOSITO DI VESCOVI E IMMIGRATI….

(di Calogero Pumilia)—Ma benedetto uomo, come fa a non capire, a denunciare «la scelta disumana dell’Europa e dell’Italia capaci di colpevolizzare come criminali quanti prendono il largo … in balia delle onde» e diventano «corpi che il mare ci riconsegna», come quelli trovati sulle nostre coste dopo il ciclone Harry?

Li chiamano «corpi umani», Lorefice e i suoi confratelli di Sicilia e di Calabria, e ne pretendono perfino «l’identificazione e una degna sepoltura».

Ma dove vivono? Non colgono l’edificante messaggio di Trump e dei trumpiani al governo in Italia? Non si rendono conto che se a Salvini e Meloni si togliessero i magistrati comunisti e gli immigrati che assoggettano l’Italia, stenterebbero a trovare argomenti utili a comunicare con i loro elettori e a vincere il referendum sulla giustizia?

Ché poi quei messaggi pare trovino consensi non solo tra i balordi che insultano l’arcivescovo. Per le prossime settimane potrebbe perfino risultare utile rafforzare lo slogan aggiungendovi i prelati e il Papa, che, sulle orme di Francesco, a Luglio tornerà a Lampedusa, un’isola da tempo passata di moda, a riproporre questioni che annoiano, che non interessano più nessuno.

Del resto, è sempre la stessa solfa, una storia monotona che ha abbondantemente stancato: una barca in pessime condizioni parte da un porto libico, il motore va in panne, imbarca acqua, il cielo si rabbuia, chi vi è sopra finisce in mare. E nessuno li soccorre. Anzi, chi volesse tentare di farlo verrebbe considerato un criminale, nemico dell’Italia sovrana e sovranista.

Quando poi viene trovato qualcuno aggrappato ad un legno, si fa un calcolo approssimativo degli annegati, lo si aggiunge ad una fredda statistica e tutto finisce lì.

Quelli che vengono restituiti dalle onde, comunque, non sono uomini, donne e bambini. Ancor prima della partenza sono stati tutti derubati della loro umanità, scarnificati, svuotati del sangue, della storia, privati degli affetti e naturalmente del futuro. Per le sagome non possono esserci moti dell’anima o sentimenti di pietà.

I balordi che governano una parte del mondo e i tanti che ascoltano e seguono i loro messaggi sono in linea con i tempi. Stanno formando una umanità dura, determinata, cattiva, non svilita da facili sentimentalismi. Ma probabilmente vincente.

Zecche rosse, immigrati, delinquenti e vescovi attardati nel riproporre il linguaggio del Vangelo: sarebbe una terna di sicuro successo, un modo diverso di declinare Dio, patria e famiglia.

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