DIDONE, UNA DONNA MODERNA PUR NELLA STRUGGENTE FRAGILITA’
(di Gaetano Gaziano)—Emozionante prima dell’opera Didone ed Enea di Henry Purcell, compositore del Barocco inglese, al Teatro Massimo di Palermo. La Didone di Purcell è una donna moderna, una femminista ante litteram al cui confronto Enea appare piccolo e inadeguato. La soprano Roberta Mameli, nella parte di Didone, si è distinta per la potenza della voce oltre che per la raffinata sensibilità interpretativa. Le presenze femminili, che circondano Didone nel bene e nel male, sono proprio tante e, anche per questo, l’opera risulta estremamente attuale e interessante.
La musica, con la sola presenza di strumenti a corde e con il clavicembalo protagonista, alternando momenti lirici a quelli bucolici e drammatici, immerge lo spettatore totalmente nella storia dell’infelice e orgogliosa Didone che, nello struggente lamento finale, canta: “la tua mano, Belinda, l’oscurità mi vela, fammi riposare sul tuo petto…..Ricordati di me, ma dimentica il mio fato”.
Tra le belle voci femminili spicca quella della nostra talentuosa mezzosoprano, l’agrigentina Giulia Alletto, nella parte della seconda strega.




