C’è un problema: mancano poco meno di sessanta giorni alle elezioni a sindaco nella nostra Agrigento e tuttora non esiste pubblicamente un programma elettorale su cui discettare, discutere, decidere. Corrono e concorrono decine di nomi vecchi e nuovi, ma il silenzio è il nuovo codice di una nuova strategia elettorale. A parte la ipotetica presenza di un giovane di nome Michele e di un competitore youtuber caparbio, girano vorticosamente nomi di candidati da almeno quaranta/cinquanta anni presenti nell’azione politica ( e partitica) di Agrigento. E leader da più di cinquanta che operano dietro le quinte ( proprio come in un teatro) a stabilire ruoli di protagonisti, comprimari e comparse. E ciò è veramente triste. Leonardo Sciascia definì la nostra terra *IRREDIMIBILE*. E ciò proprio per le incapacità di cambiamento e rinnovamento. I *ricorsi storici* del Vico qui si traducono in pervicace immobilismo, demotivata apatia, soffocante sfiducia. E il fiume scorre uguale con le canne al vento deleddiane sempre piegate e ricurve con l’impossibilità di vedere l’oltre. I confini restano serrati, le speranze sfumano, i giovani partono con il sordo desiderio di ritornare per trovare un’ Agrigento migliore. Chissà?
(foto di SATIRA AGRIGENTINA)

