(di Paolo Cilona)—Il vecchio si fa giovane e il giovane si fa vecchio. Nomi antichi e stòrici per certi versi sempre presenti ed attivi sulla scena politica. La stampa e i mezzi d’informazione continuano a citarli come probabili candidati a sindaco della città. Persone di sicuro rispettabili sul piano umano ma ormai logorate dal tempo e dalla discutibile azione politica che incide inesorabilmente sul corpo e sulla mente. Eppure sembrano immortali in quanto la politica rappresenta per loro una medicina senza la quale non possono vivere. Al di là di ogni considerazione si tratta di un giuoco tra le parti avendo la certezza di godere della fiducia della gente. Il dato che emerge e’ quello che all’orizzonte non emergono figure della società civile disposte a dare una spallata al consociativismo e méttersi in giuoco per un reale cambiamento. Ex prefetti ex giudici, ex dirigenti dello Stato sollecitati da varie associazioni hanno declinato l’invito a candidato sindaco della città dei Templi consapevoli di incontrare turbolenze e incrostazioni di ogni genere. Da qui la certezza che il candidato sindaco non uscirà dal cilindro ma da un accordo tra i big che governano e gestiscono il potere su Agrigento da sempre. İl solo dato che emerge e’ quello del sindaco uscente che malgrado abbia operato secondo le direttive a lui imposte dai leader del centrodestra non hanno prospettato una riconferma. Una scelta che ha tutto il sapore del benservito che esclude ogni “benemerenza al petto”.

