(di Paolo Cilona)–La campagna elettorale è cominciata a prescindere dal nome del candidato sindaco. Molti consiglieri uscenti hanno iniziato a chiedere il voto. E così mamme, fratelli e sorelle dei consiglieri uscenti sollecitano ad amici e parenti la riconferma del proprio congiunto. Una tradizione che si tramanda dal bisnonno al nonno per arrivare ai nostri giorni. Una città accerchiata dai soliti noti che da diversi lustri la governano secondo i parametri del proprio tornaconto. İl loro verbo è quello del fare. Io farò, noi faremo, la maggioranza farà. Nessuno degli uscenti esporrà il programma realizzato, le opere eseguite, i cambiamenti apportati. Una città di spettatori silenziosi e a volte complici di tanti misfatti come la distruzione di una Villa del Sole oppure delle gravi condizioni della viabilità, della pulizia, dei servizi idrici, dei posteggi, e soprattutto delle cattive condizioni riguardanti le infrastrutture. Cancellato dal dibattito l’anno funesto di Agrigento Capitale della cultura, la ricandidatura dei soliti noti costituisce una provocazione politica, sociale e culturale. Ecco perché occorre lanciare un appello a tutti i partiti e movimenti :”Rinnovare le liste” per mettere fine alle “torri di potere” che dall’alto continuano a controllare la città.
(foto di SATIRA AGRIGENTINA)

