Ven. Mar 13th, 2026

AEROPORTO DI AGRIGENTO: una telenovela lunga 76 anni

(di Paolo Cilona)—La storia che riguarda l’aeroporto e’ scritta negli atti, nelle deliberazioni, nei mandati di pagamento e nei comportamenti dei nostri politici (antichi, moderni e futuri). Cronistoria e progetti di fattibilità tanti: Licata Piano Romano ing. Marra. Progetto Misilina territorio di Favara, progetto Noce territorio di Racalmuto, progetto della provincia sotto la presidenza D’Orsi di nuovo a Licata. Tanti tentativi e nessun aeroporto. Questa è la premessa di un sogno lungo 76 anni di chiacchiere. Andiamo per ordine. İl progetto dell’ingegnere Marra direttore dell’aeroporto di Torino Caselle dal costo di dieci miliardi non ebbe futuro per la contrarietà del Partito comunista espressa dal suo leader Michelangelo Russo e di un disattento Ministro dei trasporti nella persona di Calogero Mannino. L’unico a sostenere la necessità dell’aeroporto in quel periodo era Paolino Di Betta, il cui progetto redatto per conto della Camera di Commercio riguardante la località di Misilina rimase chiuso dentro l’armadio del sindaco di Favara per non dispiacere i proprietari dei terreni. La svolta su Racalmuto. İl gruppo dei promotori sono Enzo Fontana, Fulvio Reina, Vincenzo Milioto ed altri. La progettazione viene aggiudicata allo studio Bevilacqua come risulta dagli atti. İn base all’accordo di programma Stato-Regione vengono accreditati alla provincia ben 35 milioni pari al 50 per cento del costo dell’opera. İntanto viene eletto presidente della provincia il palmese Eugenio D’Orsi pupillo di Roberto Di Mauro che viene preferito all’avv.Antonino Cremona. Tra i primi provvedimenti un mandato di pagamento a favore dei progettisti di una somma assai superiore di quella spettante secondo l’aggiudicazione. Di questo episodio fu presentata regolare denuncia alle autorità competenti. E qui entra il “gioco di Penelope”  del presidente D’Orsi, il quale anziché sostenere Racalmuto, organizza  la protesta dentro la tenda per realizzare l’aeroporto a Licata. İ proprietari dei terreni di Racalmuto alimentano una dura contestazione  per la  realizzazione dell’aeroporto al punto di una discesa in campo  del maggiore quotidiano del Paese con l’annuncio  che per l’aeroporto si dovranno abbattere le alte montagne riconoscendo indirettamente una appartenenza montuosa del territorio al pari di quella riguardante Cortina d’Ampezzo, Innsbruck, Courmayeur. E così il buon Eugenio si batte per Licata coinvolgendo il Consiglio provinciale a restituire la somma di 35 milioni di euro al suo Mentore, il presidente della Regione Raffaele Lombardo con la promessa di riottenere la somma per l’ aeroporto a Licata. E così il  buon Raffaele Lombardo impegnò le somme per l’ aeroporto di Agrigento riversandole per il porto di Acitrezza e per l’ aeroporto di Fontanarossa. Il consiglio del Comune di Licata all’ unanimità bocciò il sogno di Eugenio, il quale attorno all’ aeroporto esprime la sua amarezza. Probabilmente se ci fosse stato alla Provincia  un altro al suo posto, avremmo l’ aeroporto  nazionale Leonardo Sciascia”. Sulla vicenda si può organizzare un pubblico dibattito…carte, delibere e mandati di pagamento alla mano. Noi siamo pronti a dimostrare che attorno all’ aeroporto si è  mossa una classe politica di vana gloria.

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