( di GERLANDO CILONA)—Nei giorni scorsi è stato presentato l’interessante libro di Paolo Cilona: “Medici della Terra Agrigentina” che costituisce un apprezzabile archivio per l’ordine dei medici di Agrigento. Tra i 120 medici vi è la figura di Giuseppe Basile. Questi, unitamente ad Enrico Albanese, sono passati alla Storia per avere salvato Giuseppe Garibaldi dall’amputazione del piede. Infatti, contrariamente a diversi altri illustri medici, che avevano decretato l’amputazione, il medico agrigentino, con argomentazioni scientifiche, si oppose sostenendo che la presenza e l’estrazione del proiettile dall’arto ferito del generale, dopo i fatti di Aspromonte, era non solo possibile ma avrebbe evitato la perdita della gamba. Per l’intervento operatorio suggerì l’uso di una pinzetta ad anelli da lui ideata. Grazie a questa pinzetta, dopo 87 giorni dal ferimento, il prof. Zanetti, con l’assistenza proprio di Basile, riuscì ad agganciare la pallottola ed a toglierla dalla gamba. Durante l’operazione Garibaldi non si lamentò e disse: “Per Dio c’è!”. A questa narrazione desidero aggiungere alcune immagini che si trovano nel “cippo di Garibaldi” posto sul luogo dello scontro armato e che mettono in evidenza quanto storicamente era accaduto.

