(di Paolo Cilona)—Tutto bene nella città dei paradossi. Una forte consuetudine purché il potente di turno possa dettare le regole a proprio vantaggio e piacimento. Ormai siamo abituati a vedere cose irrispettose, a causa di richieste forzate finalizzate alla diretta gestione della cosa pubblica. Abbiamo assistito alle pressanti richieste dell’uomo forte in ordine alle dimissioni di Minio da presidente della Fondazione Agrigento Capitale della cultura per fare posto ad altra persona. Le dimissioni di Minio a quanto pare furono sollecitate da esponenti della Regione all’indomani della visita del Capo dello Stato Mattarella. Minio al teatro Pirandello portò il saluto esimio della Fondazione . Le sue dimissioni furono autonome o imposte da precise disposizioni, magari d’obbligo o fu una rinuncia volontaria ? İnterrogativi che solo il dott. Minio potrà liberamente sciogliere. Ora la gente si chiede se le dimissioni del dott.Giovanni Perino da presidente del Consorzio Universitario furono per sua libera scelta o per consentire alla Giunta di Governo di procedere alla nomina dell’ex deputato Nené Mangiacavallo ? E adesso, il rientro delle dimissioni del dott. Giovanni Perino sono finalizzate a bloccare l’insediamento di Mangiacavallo? Per tutto questo bisogna ricorrere al nostro eterno Pirandello nel giuoco delle parti. Mentre infuria la polemica qualcuno sta pensando di preparare un epitaffio :”Qui giacciono i resti dell’Ecua che all’inizio possedette bellezza universitaria, istituzione senza vanità, coraggio e prospettiva per i giovani studenti agrigentini. Amen”. Per avere contezza in ordine alla complessa vicenda bisogna che qualche deputato inoltri apposita interrogazione al presidente della Regione e all’assessore alla pubblica istruzione. La Sicilia non può e non deve farsi trascinare in un labirinto senza uscita. İntanto, vi sono i presupposti per un ricorso al Tribunale Amministrativo a tutela del designato anche se la sua nomina non è frutto di un concorso pubblico ma di una sollecitazione politica, oggi probabilmente non più percorribile.

