di Mario Gaziano—Cosi è. Purtroppo i tempi cambiano. E quasi sempre in peggio. E il peggio è oggi: il peggio per le TV territoriali. L’infelice norma governativa che ha obbligato le TV territoriali ad entrare nel digitale terrestre, con costi insostenibili, ha purtroppo prodotto un abbassamento generale della comunicazione giornalistica, soprattutto di approfondimento. Così programmi storici di approfondimento sono giocoforza tramontati dando spazio ad un nuovo genere: youtuber Ma con risultati a dir poco culturalmente aridi. Intanto i giornali on line, preziosissimi, si limitano, e comunque meritoriamente, a distribuire cronaca con linguaggio e stili di routine . Gli youtubers sprofondano in diatribe personali, chiamandosi per nome come in un tavolo da” cafè sport”: linguaggio e concetti “pro domo sua” spesso senza spessore linguistico e concettuale. . O i wattzappisti pretenziosi con lettere lunghe, intricate e, a tratti, inesplicabili. Lontanissimi, in termini siderali, le colte, affascinanti proposte di Aldo Cazzullo ( Una giornata particolare), Federico Rampini (Risico), Alberto Angela con i suoi temi profondamente culturali dal linguaggio elegante e pedagogico. Tramontati Teleacras, TVA, Tr98,Canale Alfa, poi Agrigento Tv, oggi si sono spente le proposte televisive di documentata riflessione che ospitavano intellettuali, artisti, poeti, scrittori, politici, economisti, giornalisti, medici, professori che davano anima, coscienza e consapevolezza alle complesse dimensioni della città e del territorio. Ma così è. Come dire? Indietro tutta.

