(di Paolo Cilona)—Sono trascorsi 26 anni dalla morte di Bettino Craxi avvenuta îl 19 gennaio 2000 alle ore 16,40 ad Hammamet in Tunisia. Era morțo indossando i panni del guerriero che, esule, aveva lottato la sua grande battaglia per la vita. Mori’ in terra straniera, circondato da poche persone e dai familiari che gli furono sempre accanto. Îl parroco don Rosario Falsone ricordo’ Craxi all’indomani della morte con significative parole:”Non și puo’ parlare del leader socialista senza dimenticare îl polverone e la tempesta di emozioni che la sua morte ha suscitato nel vasto panorama della politica italiana, tra coloro che l’hanno pianto come un grande statista e altri che hanno pensato di essersi liberati da un ingombro. İndubbiamente, Craxi è stato un grande politico nazionale ed europeo che fu capace di tenere testa nella vicenda di Sigonella, ad una potenza mondiale come gli Stati Uniti”. Per molti altri la morte di Craxi colpisce e addolora, suscita sentimenti di partecipazione e solidarietà verso la famiglia. Per i cattolici è sempre vivo il ricordo per la revisione del Concordato Lateranense. La prima volta che Craxi giunse ad Agrigento fu il 14 novembre del 1976 pochi mesi dopo la sua elezione a segretario nazionale. La seconda volta fu il 20 giugno 1986 da presidente del Consiglio in occasione delle elezioni regionali. İn quel giorno ebbe modo di recarsi alla casa natale di Luigi Pirandello al Caos e di incontrarsi alla Noce con Leonardo Sciascia. L’ultima volta fu per partecipare a Racalmuto al funerale di Leonardo Sciascia.
(nelle foto: Craxi nella casa natale di Pirandello e con Sciascia alla Noce)







