Mar. Gen 13th, 2026

DOPO I PRONTO SOCCORSO ANCHE I CIMITERI AL COLLASSO

Cimiteri. La denuncia della deputata M5S Stefania Campo: E’ allarme degrado in tutta la Sicilia
“Da Modica a Villabate, da Favara a Calatabiano, passando per ACI Catena, Piedimonte Etneo, Siracusa e molti altri comuni siciliani si registra lo stato di abbandono dei cimiteri. In Sicilia, durante il 2025 e in questo inizio del 2026, in troppi Comuni andare al cimitero significa incontrare transenne, aree interdette, manufatti ammalorati e soluzioni provvisorie che diventano normalità. Restituire sicurezza, decoro e fruibilità a questi spazi significa restituire rispetto ai defunti e tutela ai vivi. Chiediamo alla Regione un intervento straordinario: Si valuti l’attivazione dell’Ufficio ispettivo di vigilanza e controllo sugli Enti Locali per verificare l’operato dei Comuni e nei casi più critici, intervenire in maniera sussidiaria”.

La denuncia è della deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, che già nelle scorse settimane aveva effettuato sopralluogo al cimitero di Modica che versa in diverse aree in stato di degrado.

“Non parliamo di un caso isolato – dice Campo – anzi in moltissimi comuni è una vera emergenza con decine di salme in attesa; a Marsala, si segnalano rifiuti, materiali abbandonati e cantieri con profili di rischio per i visitatori; così come al cimitero monumentale di Catania, con lapidi pericolanti e impianto elettrico fatiscente; e anche ad Aci Catena, dove si sono registrati casi di degrado e mala gestione con ritrovamenti e sequestri di resti umani e rifiuti cimiteriali, e non per ultimo il caso di Piedimonte Etneo con una struttura cimiteriale che a novembre è stata dichiarata inagibile e interdetta alla fruizione pubblica. E a Siracusa, in questi giorni, il tema della sicurezza è tornato con forza, a causa della caduta di intonaci. In questo quadro regionale, Modica è il simbolo di un problema che dura da troppo tempo: porzioni del cimitero comunale risultano inagibili e inaccessibili, con famiglie che non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla tomba di un proprio caro”.                                                                            

Dopo un sopralluogo al cimitero di Modica, la deputata ARS ha depositato una interrogazione ma a distanza di due mesi non è arrivata alcuna risposta dal Governo regionale.

“Se questa è la sorte di un tema così sensibile – spiega Campo –  allora è evidente che serve un cambio di metodo, non l’ennesimo rinvio. Per questo chiediamo che la Regione assuma un’iniziativa immediata e verificabile, pensando Modica come caso prioritario ma guardando all’intero territorio. Serve impegnare nell’immediato, risorse regionali specifiche, per concorrere alla messa in sicurezza delle aree inagibili. E serve, infine, un quadro di indirizzo regionale, con circolari e linee guida per i Comuni, che definisca standard minimi omogenei su sicurezza e gestione delle criticità strutturali, così da prevenire situazioni di grave e protratto disagio come quelle che oggi si ripetono in ogni angolo della nostra Sicilia. Un cimitero non può essere un cantiere eterno, né un luogo dove il dolore si somma alla paura e all’umiliazione. Faremo ciò che serve per porre con forza questi aspetti in seno ai lavori dell’Assemblea regionale siciliana” – conclude la deputata regionale del Movimento 5 Stelle.

SANITÀ, ON. IDA CARMINA (M5S): “SICILIA AL COLLASSO, SISTEMA FALLITO E CITTADINI ABBANDONATI”

 “La sanità siciliana è precipitata in uno stato di emergenza permanente.

Ospedali allo stremo, pronto soccorso paralizzati, pazienti ammassati sulle barelle per ore e ore, personale insufficiente e allo stremo. In Sicilia anche una normale influenza è ormai sufficiente a far saltare un sistema sanitario inerme, fragile e mal gestito. Nelle province di Trapani e Agrigento il collasso è quotidiano e ignorato da anni. Palermo, oggi al centro dell’attenzione nazionale, non rappresenta un’eccezione ma la prova definitiva del fallimento della sanità regionale: ciò che esplode oggi sotto i riflettori è da tempo la regola in tutta l’Isola.

Ho depositato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute per denunciare una situazione gravissima e ormai fuori controllo. I pronto soccorso siciliani non sono più presidi di emergenza ma luoghi di abbandono, trasformati in reparti improvvisati senza posti letto, senza personale e senza risposte.

Questo è il risultato di una programmazione sanitaria regionale assente, irresponsabile e fallimentare. L’amministrazione Schifani porta una responsabilità politica piena e diretta. La sanità siciliana è stata lasciata senza una strategia, senza investimenti strutturali, senza alcuna capacità di prevenire e gestire emergenze che non sono più imprevedibili ma sistematiche. Non si tratta di fatalità: è il frutto di scelte politiche sbagliate e colpevoli. A questo disastro si aggiunge la responsabilità del governo Meloni, che continua a tollerare una sanità a due velocità, accettando che in Sicilia i diritti valgano meno che altrove. È inaccettabile che milioni di persone vengano trattate come cittadini di serie B, sacrificate sull’altare delle disuguaglianze territoriali. Se oggi il sistema sanitario siciliano non è già crollato definitivamente, lo si deve solo allo straordinario senso del dovere del personale medico, infermieristico e sanitario, costretto ogni giorno a lavorare in condizioni indegne, tappando le falle di un’organizzazione allo sbando.

A loro va il mio ringraziamento e la mia solidarietà.

Ma il sacrificio degli operatori non può e non deve più coprire l’incapacità della politica. La sanità pubblica è un diritto costituzionale, non una concessione variabile in base al territorio.

Non sono più tollerabili silenzi, rinvii e scaricabarile istituzionali. Il governo nazionale intervenga immediatamente per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza anche ai cittadini siciliani, che stanno pagando queste discriminazioni con la propria salute e, troppo spesso, con la propria vita”.

Lo scrive in una nota Ida Carmina, deputata siciliana del Movimento 5 Stelle.

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