Mar. Gen 13th, 2026

Le “Narrazioni”poetiche di  Vincenzo Arnone

Proponiamo la prefazione

scritta da Ugo De vita al nuovo

libro di Vincenzo Arnone,

Narrazioni (Studium, pagine

96, euro 13,00)

UGO DE VITA

Tentazione “di poema”, la raccolta poetica Narrazioni di Vincenzo Arnone è espressione di un sistema ritmico metrico filigrana, ricercato e colto. Memoria del genere letterario della “ visione”, è questa di Arnone da Dante a Blake, al Caproni delle Stanze della funicolare. Con il tema novecentesco del paesaggio, in cui ombra e luce al ricordo confondono, e la nitidezza della memoria tuttavia evoca incontri e luoghi, come nella lirica, che è

mirabile incipit della silloge in cui si animano e tornano in Lungarno Ferrucci, accanto all’autore, Orazio Costa e Mario Luzi. Una passeggiata, questa di Arnone, che riporta a “ loci” virgiliani e danteschi e si perpetua in itinere. E allora noi abbacinati dalle luci dell’alba dal borgo e dalla città, siamo innanzi a volti rugosi fini alle saline di

Salina e il passato e il villaggio si mescolano a visioni recenti conla Chiesa dell’Autostrada e ancora la bella Fiorenza di tabernacoli e mercati. Magnifica appare Firenze, e di raccolta bellezza, di quel “sempre” che va

cercato in luogo dantenascita, qui la parola poetica di Arnone si declina a mirabili figure di senso

e compie miracolo e il “ podestà fanciullo”, apre lo spirito allo scherzo, facendo pensare ai versi modernissimi di Zeichen. Credo si possa dire che questa voce di sacerdote e poeta sia “canto del credente” senza più dubbio sulla

futura sorte, oscillante favilla nel disfacimento del nostro quotidiano. Non aggrappandosi ad alcuna consolatio, vibrando al verso Arnone consegna la visone come “ferita dell’anima”, più che occhio non rinunciando alla

speranza, poiché come ci sussurra, non è mai l’ora, in preda alla paura, di “chiudere” il nostro cuore.

NARRAZIONI INVERSI”

(di Antonio Lovascio)—Come affermava Oliver Sacks ognuno di noi ha una storia del proprio vissuto, un racconto interiore che dà un senso alla nostra vita. L’uomo ha bisogno di questo racconto, di una narra­zione interiore continua, per conservare la sua identità.

Questo assunto dello scrittore-psichiatra autore di «Risvegli»- dal quale ò stato tratto il film omonimo con Robin Williams e Robert De Niro – mi ha accompagnato nella lettura di Narra­zioni, l’ultima raccolta di poesie di Vincenzo Amone appena pubblicata da Studium Edizioni (pagine 100, euro 13). Versi che rappresentano la voce profonda e personale di un sacerdote che, al proprio servizio pastorale di rettore della chiesa fiorentina di San Giovanni Battista all’Autostrada creata da Giovanni Michelucci, abbina un’intensa e varia produzione letteraria, portata avanti con tanta passione e rigore.

Se nella prosa e nel teatro Arnone scandaglia la vita con toni discorsivi o drammatici, nella poesia estrae l’esperienza umana in versi lucidamente essenziali. Una poesia che non consola, ma dona speranza di salvezza nei suoi echi biblici. Già al primo approccio si nota che le quat­tro sezioni che la compongono – Narrazioni, Luoghi, Ritratti, Ballate – raccontano il dramma e l’anelito dell’uomo verso dimensioni spiritualmente più alte. E trova conferma quanto Ugo De Vita anticipa nella prefazione, definendo l’opera di Amone una sorta di «canto del credente», «espressione di un sistema ritmico metrico in filigrana, ricercato e mi guidava colto». Con il tema novecentesco del paesaggio che riporta ai «loci» virgiliani e danteschi, partendo dall’in­contro (in Lungarno Ferrucci) dell’autore con Orazio Costa e Mario Luzi, tra una fusione re- cioc di silenzi e un pacato parlottio. Magnifica appare Firenze ricca di tabernacoli e mercati, dei capolavori di Giotto, Brunelleschi, Michelangelo e Donatello. Con il suo estendersi da Sor­gane alle Piagge, da Brozzi a Gavinana, e il calare nella Piana fino al Bisenzio. Nell’orizzonte poetico stilano l’erta salita sul colle di Barbiana per l’omaggio a don Milani e l’accalcarsi della Pasqua fiorentina, con i suoi riti. E poi una galleria di ritratti suggestivi, frammenti di memo­ria, nei quali tra gli altri ritroviamo il mistico pisano-fiorentino don Divo Barsotti, che in punto di morte (Settignano 15 febbraio 2006) disse: «In Te respiro e riposo, Signore. Tu la mia vita immortale ed eterna».

Che l’impegno culturale di don Vincenzo Amone sia apprezzato, lo testimonia il fitto program­ma di presentazioni già annunciato: il 18 giugno alle 17 al Circolo Giuseppe Fanin di Figline Valdamo; il 19 giugno alle 17 al Museo Gonfienti di Campi Bisenzio; il 25 giugno alle 21 nel teatro della parrocchia di San Piero in Palco a Firenze.

Antonio Lovascio

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