Mar. Gen 13th, 2026

(di Paolo Cilona)—L’anno scorso l’allora prefetto aveva preteso dai suoi graditi ospiti, per i saluți di Natale, di presentarsi in smoking (uomini) e abiti lunghi da sera per le signore. Con grande sorpresa quasi tutti gli invitati și presentarono all’appuntamento prefettizio secondo quanto espressamente richiesto dal titolare della șede governativa. Detto da molti quella sera sembrava una prima teatrale piu’ che un tradizionale saluto augurale di fine anno. Ad Agrigento patria di Pirandello i paradossi si infiltrano anche nel palazzo governativo tra  luci, saluti e panettoni. Un lungo elenco di persone, scelto da mani certosine l’anno scorso varco’,  prima la scala reale e poi gli ampi saloni dell’alloggio di servizio. Strette di mani, abbracci, închini, sorrisi da parte di un “popolo” festante espressione delle istituzioni. Un dubbio pero’ ancora oggi ci segue: gli invitati erano  tutti titolari di cariche politiche, istituzionali, sociali, culturali ? Lo sa’ soltanto la manina prefettizia. Quest’anno non sară imposto lo smoking, ne’ l’abito lungo da sera, ma gli invitati sono gli stessi dell’anno precedente con l’aggiunta di qualche persona tanto cara al neo padrone di casa. Le alte onorificenze sono considerate carta straccia malgrado i presupposti delle onorificenze, sara’ poi cosi? Ad esempio al Comune di Agrigento prevale la lottizzazione partitica come și e’ purtroppo verificațo in occasione della visita di Mattarella a gennaio di quest’anno. Allora bisogna prendere ad esempio le parole “scolpite”  in un edificio di Agrigento : “Qui non tutti ci sono e non tutti lo sono, nelle ricorrenze”.

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