Lun. Dic 15th, 2025

SIAMO TUTTI INNOCENTI ,FINO A PROVA CONTRARIA

Partendo dal presupposto che siamo tutti innocenti fino a prova contraria (presupposto necessario). Posto che, come accade spesso, la giustizia la decidono (anche) gli avvocati che prendi. Le intercettazioni ci fanno capire di come, mentre qui si piange per l’acqua che non arriva (turni di 15 giorni), per la sanità (si attende ancora un anno per una gastroscopia) e per il lavoro, dall’altro lato c’è chi specula su queste miserie. E mentre in piazza grida “tutto questo deve cambiare”, appena si volta vende posti (i test già compilati non credo che trovino spiegazioni), mette gli amici, o mette quella “perché è bona” (si legge). Poi alle elezioni di piccoli paesi, controllati sempre dai soliti 4 politici, i candidati sindaco piangono per i paesi che si svuotano, cercando di essere credibili. Subito dopo squilla il telefono e sono lì che escono le verità: che me ne fotte di un paese di 3mila abitanti quando posso sistemare, mio figlio, mio nipote, il mio amico.

In un ipotetico processo ci dovrebbero essere quindi tante parti civili:

– mio cugino Oss idoneo non vincitore che aspettava lo scorrimento della graduatoria (che non arriverà mai perché i concorsi sono bacini di voti)

– Quelle povere mamme insegnanti che ancora si fanno 200 km pur avendo figli disabili

– Le famiglie di coloro che sono morti in attesa del referto per potenziali tumori (mentre l’Asp si divide le poltrone)

– Quelle famiglie che rimangono giorni senza poter fare una doccia mentre gli appalti della rete idrica sono già sotto indagine

– Quelli che sono andati all’estero in attesa di concorsi o di essere trasferiti (perché se le commissioni non hanno “amici” bisogna trovare il modo di cambiarli)

Perché scrivere questo: perché molti non possono parlare, perché sono “figli” di questo sistema e perché per coloro che non parlano e non si schierano nella Divina commedia, c’è un girone, quello degli ignavi, che il mio prof ai tempi della scuola media mi ha descritto così bene che ho sempre avuto paura di finirci.

Concludo: per essere colpevoli ci vogliono tre gradi di giudizio (frase necessaria) (da facebook di Alan David Scifo)

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