(di FRANCESCO PRINCIPATO)–Con La morsa, epilogo in un atto di Luigi Pirandello, diretto da Pippo Alvaro, si è chiusa la stagione degli spettacoli del teatro dell’Efebo, sito superbo dell’orto botanico del Consorzio comunale di Agrigento. Poco c’è da dire sulla rappresentazione in programma se non che abbiamo assistito a una buona performance di Selina Vilardo nel ruolo della signora Giulia, a una ennesima ostentazione del Pirandello in scena e della solita estrapolazione da altre commedie (come già visto nelle precedenti esibizioni della compagnia).
Molto c’è invece da dire sulla lunga estate di attività spettacolari, teatrali e musicali che si sono alternate sul palco della suggestiva latomia di Akragas, una maratona iniziata ai primi di luglio e terminata in una limpida serata del solstizio di autunno. Un cartellone così ricco da contare una quarantina di serate fra eventi direttamente organizzati dal Consorzio e quelli collaterali sostenuti e ospitati dall’ente. E tutto sommato possiamo affermare che la quantità degli spettacoli non ha nociuto alla qualità delle esibizioni.
La rassegna del teatro classico e del mito è cresciuta qualitativamente rispetto alla prima edizione: il pubblico, che ha riempito il teatro in quasi tutte le serate, si è emozionato con la Elena di Euripide con in scena la famiglia Rigillo e si è divertito con l’esilarante Emilio Solfrizzi nei panni dell’Anfitrione di Plauto; ha seguito assorto le parole di Ovidio recitate da Ugo Pagliai e parteggiato con Le baccanti, con le dee del Pomo della discordia e con I cavalieri. Il responsabile della manifestazione, dottor Achille Contino, nella presentazione di quasi tre mesi fa, si poneva il lusinghiero obiettivo dell’emulazione degli spettacoli del teatro antico di Siracusa. A riguardo c’è da dire che la distanza è ancora tanta ma sicuramente è stata accorciata e ci si augura che si continui di questo passo. Raggiungere l’INDA, che gode di circa sei milioni di incassi e altri tre di contributi, crediamo che sia impossibile ma che si possa fare dell’ottimo teatro classico ad Agrigento lo riteniamo non solo possibile ma anche auspicabile.
Il teatro dell’Efebo ha avuto quest’anno il grande merito di far rinascere la Settimana Pirandelliana e dare corpo al Premio Kaos Pippo Montalbano. E’ stato solo il primo anno della rinascita e si può accettare che di Luigi Pirandello non si sia portata in scena nessuna delle commedie immortali che gli hanno valso il Nobel e si sia optato più per “contaminazioni pirandelliane”. Eppure di commedie e drammi c’è ampia scelta, anche in circolazione in questa stagione e non sono le solite opere straviste e stravisitate. Speriamo comunque di potere vedere l’anno prossimo i capolavori come La ragione degli altri oppure l’Enrico IV o Come tu mi vuoi, magari quel Sei personaggi che è stato somministrato in pillole in queste ultime serate.
A proposito dello spettacolo di ieri sera, applaudiamo con convinzione la concessione dello stupendo teatro anche alle compagnie non professionistiche. Iniziativa encomiabile che fa bene alla promozione teatrale, ma un suggerimento ci sentiamo di darlo: un costo di ingresso inferiore sarebbe auspicabile, almeno per non avere la platea quasi vuota.
Platea che invece ha avuto “sold out” veritieri per le serate musicali Love Morricone e L’anno che verrà. La risposta alla buona musica è stata entusiasta.
Entusiasta come lo è stata per Festivalle degli appassionati del rock e il Festival e il premio Schiaccianoci d’oro per gli amanti della danza.
Insomma, il teatro dell’Efebo, nell’anno di Agrigento Capitale della Cultura, ha fatto la sua parte egregiamente, ha offerto quasi tre mesi di eventi, su sbigliettamento certamente, per il principio enunciato fin dalla presentazione della manifestazione dagli organizzatori. Che la gratuità a volte possa far ‘disprezzare’ l’evento è vero, ma una miglior valutazione del rapporto costo / qualità dell’opera non può far che bene. Al teatro e all’organizzazione. E speriamo che anche l’anno prossimo possiamo godere degli spettacoli nell’idilliaco Giardino dell’Efebo. Capitale o no.

